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25 Feb

modigliani-soutine-gli-artisti-maledetti-della-collezione-netter-roma-5Tiziana si è presa a lungo cura di me, a casa mia, per tutta la settimana, fino a che i segni dello scudiscio di Master Schmerz sono quasi del tutto spariti: ha alternato carota e bastone, prima mi lavava ed ungeva come una bambina e poi mi teneva in piedi, faccia al muro, gambe divaricate e mani dietro la nuca per ore ed ore durante le quali mi era vietato muovermi o parlare ed al termine delle quali ogni mio muscolo urlava di dolore.
Mi aveva spiegato che non bastano coraggio e disciplina per fare una buona schiavetta, ma serve anche forza fisica e tono muscolare: meno alcol, meno sigarette, dieta quasi vegetariana, esercizio fisico; per mezz’ora al giorno ho perfezionato l’andatura a quattro zampe marciando al guinzaglio e con una candela ficcata nel culo, avanti e indietro dall’ingresso al salotto di casa.
Mi ha lasciata soltanto una volta, per un appuntamento di lavoro inderogabile, e si è fatta sostituire da Giorgia che ha passato con me una lunga serata fino alla mattina dopo; Tiziana era stata chiarissima, avrei dovuto obbedire a sua figlia come a lei, ma Giorgia, dopo avermi fatto fare dieci flessioni a testa in giù, non aveva voglia di altro che di sesso e si è fatta servire per tutta la notte.
Tra un orgasmo e l’altro, mi ha raccontato tutti i retroscena della notte durante la quale sono diventata la schiavetta di tutta la famiglia.
Ovviamente è stata un’idea di Tiziana, accolta con qualche perplessità da Lia, con entusiasmo da Gianna e con una originaria freddezza da lei. Infatti, come Lia, non ha voluto assistere alla disciplina con la cera fusa, ma quando mi ha visto dare piacere alla madre ed alla nonna si è eccitata tantissimo ed ha preteso di essere soddisfatta prima di Gianna, che pure era eccitatissima.
Era lei, quindi, quella del torrentizio orgasmo dal quale mi sono trovata inondata.
Senza più alcuna remora, ha assistito al piacere di Gianna, confermandomi che la ragazza si è aiutata con le dita sul clitoride mentre le leccavo il culo, e poi al mio; anzi, più che assistere, lo ha provocato, era sua la mano leggera che mi ha accarezzato mentre Tiziana controllava che la candela non mi sfondasse troppo.
Giorgia mi confessa di aver capito le ragioni della madre solo la mattina dopo: “No, non sei la schiavetta di tutte, sei una di famiglia, una sorella per ciascuna di noi; vedrai, questo gioco di dominazione verrà a noia a mamma, ma l’amore che ti porta no”.
E lei è qui con il permesso di Gianna, più per farmi compagnia che per dominarmi, e alla fine mi chiede anche di mettermi comoda, aprire le gambe e godermi la sua compagnia. “e dimmi se secondo te posso fare meglio, o di più”.

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