699

6 Mar

detail-big-3Siamo pronte. Ho indossato la tunichetta e messo il collare e le manette di metallo, Tiziana ha indossato la tenuta da dominatrice che ha sfoggiato la prima volta che mi ha sottomessa nel suo studio, ma ha sostituito lo strap-on con un tanga adorno di borchie; si è truccata proprio come quella volta, in nero ed in rosso, ed ha truccato pesantemente anche me, attorno agli occhi; mi ha spiegato, anche se io non mi ero certamente permessa di protestare, che si aspetta un effetto molto spettacolare quando le lacrime scioglieranno tutto e mi ritroverò con le guance impiastricciate: “Ancora più indifesa e sottomessa, vedrai”.
Carla, davanti al sipario, sta presentando con molta efficacia Lady Domina e la sua indisciplinata schiavetta, Tiziana mi prende la mano e mi chiede se sono pronta.
“Sì, Madame”.
“No, adesso no: coraggio, amore mio, andrà tutto bene”.
Non faccio in tempo a rispondere, il sipario si apre ed io mi inginocchio davanti al pubblico, con Tiziana che incombe al mio fianco: le luci in sala sono tutte accese e faccio in tempo a vedere che in primissima fila, così vicino che potrebbe toccarmi, è seduta una strana coppia, il dottore, che mi squadra pregustando il divertimento che potrà trarre da me, e Master Marco, che invece mi rivolge un sorriso di incoraggiamento.
Così sono distratta e non obbedisco all’ordine di alzarmi in piedi, meritandomi una immediata frustata, molto scenografica, che quasi strappa la tunica sul petto: l’avessimo preparato non sarebbe andata meglio. Scoppia un applauso, ce lo siamo già meritati, poi sento un gran brusìo di commenti.
Dopo avermi ridotta a più miti consigli, Tiziana mi infila in bocca la gag-ball di metallo e stringe molto forte la cinghia, fa cadere l’abituccio a terra e passa alle cose serie: stasera niente barra alle caviglie, sembra che vedermi scalciare nell’aria sotto i colpi sarà molto più scenografico e, soprattutto, eccitante, e Madame mi alza per i polsi un po’ di più di quanto aveva fatto Master Schmerz l’altra volta; non mi neanche bendata e da lì vedo benissimo tutta la sala, ancora illuminata, e mi sorprende l’espressione di Catia, in un angolo del salone, la mano nei pantaloni di un tipo accanto a lei: sembra sia lei a dover essere frustata, anzi, sembra proprio che l’abbiano già fatto, dolore e paura abbietta.
Il barista spegne le luci in sala, accende il faretto puntato dritto su di me e si fa finalmente silenzio: so cosa devo aspettarmi e cosa fare, ma il primo colpo, sulla schiena, va oltre le mie attese: è forte, ben diretto, le palline di gomma in cima ai flagelli fanno il loro dovere e la gag-ball soffoca solo a metà il mio urlo di dolore.
Applauso.
Non posso ringraziare ad ogni colpo, e non mi è stato richiesto. Tiziana non mi ha neanche detto quanto sarebbe durata la punizione, e d’altronde in queste circostanze il tempo assume caratteristiche di elasticità mai immaginabili. Io faccio tesoro dell’esperienza e sono anche in più in forma, grazie alle sedute di addestramento: resto rilassata per quello che posso, i muscoli di braccia e spalle fanno il loro dovere, il gatto a nove code mi fa un male che posso comunque sopportare ma non posso evitare di accompagnare i colpi con urla soffocate e gli occhi, finalmente, mi si riempiono di lacrime.
Tiziana colpisce come deve, senza accanirsi su un punto specifico, forte e sicura, spalle, seni e culo bruciano, ma risparmia a lungo l’inguine.
Una frustata proprio lì, alla fine, mi strappa un lamento molto realistico, ma è l’ultima: Tiziana affonda il manico del gatto a nove code dentro di me, dal basso verso l’alto, mi dà una spinta e mi lascia oscillare tra gli applausi convinti del pubblico, mi sembra che qualcuno chieda addirittura il bis.
Ho la gambe libere e, stavolta, quando Tiziana mi cala a terra riesco a restare in piedi; mi inginocchio solo dopo, per baciarle prima le mani e poi per affondare la testa tra le sue gambe: con cautela, sento dolore dappertutto ma il cervello funziona benissimo e non ho voglia di farmi male anche con le sue mutandine da dominatrice.
Resto così per qualche minuto, il tempo di chiedermi se devo fare anche qualcos’altro, magari leccarle gli stivali, e finalmente qualcuno capisce che è il momento di calare il sipario.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: