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18 Mar

imagesCAEDU244Ma stasera Carla non c’è? Io non l’ho proprio vista.
A raggiungerci sul palcoscenico infatti è Lele, che sembra particolarmente soddisfatto. Ovviamente neanche ci saluta, non ci fa i complimenti, non si congratula; rivolto a me mi intima di alzarmi e di sbrigarmi, c’è gente che mi reclama.
“Dovrebbe lavarsi, prima”, si intromette Tiziana, ma l’obiezione è spazzata via.
“Un cliente VIP ha seguito lo spettacolo dal mio ufficio e ti aspetta in camera, così come sei. Passa da dietro, Ciro ti accompagnerà”.
Così è diventato il suo ufficio; e chi sarà mai Ciro?
Senza neanche prendere fiato Lele continua a dare ordini: “Ne vale la pena, doppia tariffa per questo qui, minimo un’ora. E tu”, aggiunge rivolta a Tiziana, “vieni fuori con me, c’è un bel po’ di gente che ti vuole, stasera”.
D’accordo, l’idea era proprio questa, ma farsi comandare a bacchetta è sempre sgradevole, quindi, senza esserci consultate neanche con uno sguardo, Tiziana ed io ce la prendiamo fin troppo comoda: non so lei, ma io sto pensando che finalmente incontrerò uno quei clienti di cui mi ha fatto cenno Deborah, ma solo per sentito dire.
“Muovetevi, insomma”, e Lele sottolinea la frase con una pacca sul culo di Tiziana: meno male, stasera sembra che io non lo interessi, e lei è certamente in grado di tenerlo sotto controllo.
Le lancio un’ultima occhiata, lei mi fa un cenno di intesa e ci dividiamo.
Sul retro, c’è un tizio che non avevo mai visto prima: sembra il nipotino di Lele, piccolo, magro, giovanissimo, accento che si taglia col coltello. A proposito di coltello, mi rendo conto che Ciro – certamente è lui – ha affiancato i buttafuori assunti da Carla: pesa la metà di loro ma esibisce un’espressione così cattiva da essere francamente repellente. Esibisce anche una pessima educazione: “Stai lontana, zoccola, puzzi di pisciazza”.
Lo seguo ad un paio di passi, ma deve essere il tipo di maschio che si diverte ad offendere, quindi continua a rivolgersi a me senza neanche guardarmi: “Ma come si fa a volerti scopare? Io stasera mi faccio la tua amica, ma prima le ficco quel cazzo finto in culo, tanto per farle capire chi comanda”.
Non ha che da provarci, e mi piacerebbe essere presente.

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