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29 Apr

tumblr_mac6geXftH1rg57lro1_500Franz, risollevato quando gli ho detto che posso ricominciare a lavorare giusto per chiudere la settimana berlinese in bellezza, mi avrebbe anche chiamato un tassì, se fosse stato necessario, e mi ha tenuto aperto lo sportello dell’auto mentre salgo a bordo un po’ rigidamente, ma mi viene il dubbio che l’abbia fatto per tenermi occupata e distratta: con la coda dell’occhio ho avuto modo di vedere Tiziana ed Heidi che si infilavano rapidamente in ascensore.
Posso sopravvivere, adesso ho una missione segreta da compiere, e Berlino ne è certamente lo scenario più adatto, e potrò sopravvivere al lavoro che vuole da me Franz, un po’ di pugilato, ed ha già in mente a quale ragazza oppormi: mi auguro non ad una di quelle stangone che mi sopravanzano di una ventina di centimetri e che non riuscirei neanche a sfiorare.

 

 


Mentre passo mentalmente in rassegna le ragazze che conosco anche solo di vista rispondo meccanicamente al dottor Gruenwald che guida molto tranquillamente una sussultante Trabant e si vanta del suo pezzo da museo, nel quale c’è una spaventosa puzza di benzina ed un caldo soffocante: capisco che possedere qualcosa che fa parte della storia soddisfa l’ego, ma una Polo di seconda mano sarebbe senza dubbio più sicura e confortevole.
Intanto cerco anche di stabilire una strategia: cosa faccio se è proprio lei, la ragazza che Mirella continua a cercare per ogni dove? Meccanicamente sfioro lo schermo del telefonino nella borsetta: la foto mi è arrivata tempestivamente, l’ho guardata e riguardata, penso di essere in grado di riconoscere Maricel se la incontro.
Prima cosa, il bravo dottore non deve sapere che lei è minorenne, non ho idea di come reagirebbe anche se il dubbio gli è certamente venuto quando la ha curata; secondo, se la lasciano andare in giro per la città lei è qui volontariamente e potrebbe non avere alcuna voglia di tornare a Roma, magari sono io a mettermi nei casini se scopro troppo in fretta le mie carte; terzo, se invece vuole tornare a casa e non la lasciano partire che faccio, mi travesto da Rambo, attacco il bordello con le bombe a mano e la porto fuori manu militari? Certamente no, mi limito a passare le informazioni a Mirella e lascio che se la sbrighi lei, questo non è il mio lavoro. Ma sono quasi certa che non potrà essere così semplice.
Siamo arrivati: mi stampo sulla faccia un sorriso professionale a beneficio del mio mentore e di chiunque incontriamo e mi estraggo con una certa fatica dalla macchina, dominando un brivido nell’affrontare di nuovo il gelo umido della città.
Davanti a me una grande villa immersa nel verde, pensavo che ci saremmo incontrate in un locale e invece siamo andati a trovarla sul posto di lavoro.

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