761

7 Mag

KollerPinellSittingMarietta1907-vi-300x217Naturalmente no, non c’è il tasto erase per gli esseri umani, tutto quello che abbiamo fatto in qualche modo ci resta dentro. Ma non ho il tempo di ripensarci: Franz avrebbe voluto un altro combattimento, la sera successiva, ma per mia fortuna non ha trovato nessuna ragazza disponibile ad affrontarmi. E’ girata la voce che l’italianina – come hanno preso a chiamarmi le valchirie bionde da centonovanta centimetri – è un tipo troppo tosto, e non mi è rimasto che passare una inutile serata malamente appollaiata su uno degli sgabelli del bar, facendomi durare un bicchierino di schnaps il più possibile, e rimediando un solo cliente, un turco enorme e baffuto che evidentemente sogna di picchiare la moglie, dal momento che portavo ancora qualche segno della battaglia con Aidai, e che mi ha voluta, guarda un po’, alla greca, come dicono qui.

 


La settimana economicamente non è stata in perdita, per fortuna, e Franz molto diplomaticamente oltre alla mia quota delle marchette mi ha consegnato anche la metà del premio di ingaggio e una lettera in tedesco che dovrebbe servire per gli adempimenti fiscali: magnifico, così dovrei fare una dichiarazione dei redditi anche qui? No, grazie, e comunque ho qualche amico in Germania, magari posso chiedere a loro come risolvere la questione.
In effetti mi viene ancora da ridere, ripensandoci, durante il volo di ritorno per Roma. Franz ha giudiziosamente rivenduto il biglietto di Tiziana, e accanto a me c’è una grintosa manager sulla quarantina che dopo avermi cortesemente dato il buongiorno si è immersa in un enorme documento, ma ha rialzato ogni tanto la testa, evidentemente distratta dalle mie intemperanze. Tanto che alla fine ha rinunciato ed abbiamo avviato una conversazione in inglese, facilitate da una coincidenza: eravamo vestite allo stesso modo.
Per festeggiare la conclusione della trasferta, infatti, mi ero concessa una spedizione in una boutique e mi ero regalata un nuovo tailleur rosso fuoco, costatomi meno di quanto avevo temuto e da affiancare al mio ormai usurato tailleur grigio, identico al suo.
Quando le ruote hanno toccato la pista di Fiumicino con Inge – alta, snella, gelidi occhi azzurri e capelli biondo cenere portati praticamente corti – siamo quasi diventate amiche e ci siamo scambiate i numeri di telefono: mentre percorrevamo il finger mi ha chiesto anche dove poteva passare, nella settimana che avrebbe trascorso a Roma, qualche serata divertente. Non pensate male, Inge è felicemente etero, due volte sposata, due figlie che immagino algide come lei: probabilmente cerca compagnia maschile e non necessariamente per fare sesso. E forse mi telefonerà alla fine di una delle sue interminabili riunioni.
Lei viaggia, molto pratica, col solo bagaglio a mano, io devo aspettare il trolley che ho imbarcato in stiva anche se non contiene più nulla di compromettente, e ci separiamo un attimo prima che io venga travolta dall’abbraccio morbido e profumato di Lia.

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Una Risposta to “761”

  1. varanasygirl maggio 7, 2014 a 5:12 pm #

    Ma con Tiziana è finita così, due parole e arrivederci e grazie?

    Risposta:
    Si è comportata da mistress. Una Padrona non deve nessuna spiegazione

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