763

9 Mag

hc_It__s_In_The_Special_Way____2_by_hakanphotographyChissà come, Giorgia e Gianna mi hanno colpita al cuore: hanno preparato la rustica versione regionale, proprio come la faceva la nonna, della zuppa di patate e sedano insaporita con l’osso di prosciutto ed il gambuccio, generosamente innaffiata da Aglianico del Vulture di gran pregio; nessun problema quindi a mangiare, bere decisamente troppo e fare una bella dormita nella stanza di Tiziana.
Lia mi ha svegliata portandomi addirittura il caffè a letto e mi ha poi accompagnata a casa, parlando sempre di cose senza importanza; non ho visto Giorgia e Gianna, era piuttosto tardi ed erano già uscite.

 

 


Una volta arrivate, l’ho invitata a salire da me, mi sono scusata per un certo disordine, le ho offerto un altro caffè ed abbiamo finalmente parlato di cose serie.
Per prima cosa, Lia mi ha consegnato le chiavi dello studio di Tiziana invitandomi a presidiarlo, almeno un paio di giorni a settimana; poi mi ha spiegato di aver parlato a lungo con la figlia e di essersi fatta una ben precisa opinione: Tiziana tornerà a Roma e mi cercherà di nuovo, starà a me decidere cosa fare, “ma guarda che lei ti ama ancora di più, e ha preferito cogliere l’occasione per farla finita con quella faccenda della dominazione”, conclude.
Ci metto un po’ a digerire la cosa, ma Lia continua spietatamente.
“Mi sembra ovvio che fino al ritorno di Tiziana non avremo motivo di vederci; lasciami solo dire che sarebbe una buona idea se tu non lavorassi più da sola, perché è evidente che ti metti costantemente nei casini: anzi, l’ideale sarebbe che cambiassi mestiere”.
Si guarda intorno come per prendere tempo, poi conclude: “Tu vuoi troppo bene a tutti gli esseri umani e non abbastanza a te stessa per il tuo bene”.
Niente da dire, quindi non rispondo, Lia mi saluta con una certa freddezza e se ne va quasi di corsa, lasciandomi a contemplare le macerie della mia vita: un mazzo di chiavi, una busta ed il telefonino spento, che non ho il coraggio di accendere.
Da qualche parte devo cominciare, quindi apro la busta e ci trovo dentro una pennetta USB di dimensioni infinitesime; bene, dovrò accendere il computer per vederne il contenuto, e allora posso aspettare ancora un po’, mi spoglio, disfo il bagaglio e faccio un’altra doccia, almeno le lacrime si confonderanno con l’acqua calda.
Più pulita ma non per questo più allegra, scopro che nella pennetta c’è un elenco di nomi e numeri di telefono, e l’ordine di mandar loro un messaggio per dire che lo studio di Tiziana è riaperto con una ragazza nuova di zecca; solo dopo aver eseguito, acciambellata in poltrona nella vecchia tutona da casa, vedo la pagina successiva con le preferenze dei clienti e l’importo della marchetta. E meno male, perché è un susseguirsi abbastanza agghiacciante di pratiche piuttosto inquietanti, che prevedono, nove volte su dieci, l’immobilizzazione della vittima.
Bene, è per questo che Lia mi dava quei consigli? Non mi resta che chiamare la cavalleria, nella persona di Manuela: le chiederò di venire a farmi compagnia quando lavorerò, e negli intervalli potrà divertirsi con me, se davvero le piaccio ancora.
La conversazione dura poco, Manuela è entusiasta e disponibile e ci diamo sin d’ora appuntamento; nel frattempo, come sempre capita in casi del genere, il telefonino ha vibrato e cinguettato annunciandomi le chiamate perse durante la mia trasferta all’estero: non ho molta voglia di scoprire chi mi ha cercata e la prima tentazione e di spegnere di nuovo, ma mi faccio forza, mi munisco di carta e matita e mi immergo in una selva oscura di amiche che mi cercano, clienti che mi reclamano e papponi che non vedono l’ora di ingrassare alle mie spalle.
Sì, perché divido le chiamate in questi tre gruppi ed il primo è indubbiamente il più piccolo: Maria Carla che mi chiede che fine ho fatto, Elena che mi vuole a cena, e basta.
I clienti sono indecifrabili: numeri che non conosco e che non sono nella rubrica, una dozzina, e poi qualche gradito ritorno: Sara, il nipote di Master Marco, Luca, il suo amico Michele ed una new entry, Micol, che chissà se ha di nuovo voglia di pisciarmi addosso.
Passiamo ai papponi: Lele mi chiede dove sono sparita, Pierina ricompare e mi prega di chiamarla appena possibile e Simonetta mi manda un messaggio pieno di belle parole preannunciandomi una telefonata per domani, come mi rendo conto con una certa sorpresa.
Bisognerà discriminare: per Lele non ci sono, ovviamente, quindi chiamo Pierina; sono curiosa, chissà se ha risolto i suoi problemi con la Finanza e non solo.

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Una Risposta to “763”

  1. meo..... laura maggio 9, 2014 a 5:06 pm #

    Sempre un piacere leggerti

    Marcello

    Risposta:
    Sei sempre il benvenuto

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