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13 Mag

tumblr_mbdweeJcyG1rvdf98o1_500Avevo ragione a preoccuparmi.
A turno, il pelato ed io abbiamo fatto lo slalom fra i coni di plastica, abbiamo guadato la piscinetta tenendo tra i denti un osso di gomma, abbiamo scavalcato con qualche fatica gli ostacoli, e adesso che è il momento dell’ultima prova siamo sudati ed ansimanti; il pelato, sudato com’è, puzza da far schifo, e nemmeno io sono proprio in gran forma, anche perché ho avuto molte difficoltà con il salto e Andrea mi ha incoraggiata, diciamo così, utilizzando un po’ troppo vigorosamente il frustino.
L’occhialuto sembra soddisfattissimo e propone alla mia padrona di concedersi una pausa; Andrea non fa neanche in tempo a rispondere che sulla porta compare Pierluigi per servire il whisky e prendersi cura di noi cagnolini, e insomma, in men che non si dica mi trovo impegnata a spompinare il mastro di casa mentre l’occhialuto, appoggiato al muro, si gode le attenzioni di Andrea che, di spalle, le ginocchia appena flesse, va avanti ed indietro sul suo cazzo: neanche il pelato resta a bocca asciutta e, gli occhi fissi su di me, ancora in ginocchio, si spara una sega a velocità supersonica e conclude per primo.

 


Subito dopo Pierluigi viene molto compostamente e, come per ringraziarmi, mi porge i bicchieri vuoti da leccare, e intanto che mi esibisco e riesco ad assaporare un vago sentore di fumo e di torba, Andrea, che ha ormai il fiatone neanche avesse fatto anche lei gli esercizi porta alla conclusione la scopata con l’occhialuto.
La pausa è durata anche troppo poco: rilassatissimo, l’occhialuto si avvicina alla finestra, si fa mettere in mano dal maggiordomo un accendino e dà fuoco all’attrezzo: insomma, è il momento di saltare nel cerchio di fuoco.
Solo che non si fa così: il trucco, visto che le fiamme puntano verso l’alto, è quello di accendere la metà superiore del cerchio, ma qui il rettangolo attraverso il quale dovremmo passare è tutto incendiato, e c’è davvero il rischio di farsi molto male. Provo ad attirare l’attenzione di Andrea ma non posso avvicinarmi perché mi tiene con il guinzaglio molto corto, dopo averlo preso dal mastro di casa che ora è impalato proprio accanto all’ostacolo, per lasciare tutto lo spazio necessario al pelato che sembra non rendersi conto del rischio, ha preso una bella rincorsa e si prepara a saltare.
Io tiro il guinzaglio, scuoto la testa e mi strofino contro gli stivali di Andrea, che però non sembra capire cosa vorrei dirle; insomma, il pelato non è che mi stia simpatico alla follia, l’altra volta mi ha maltrattata esattamente come l’occhialuto, ma qui non stiamo parlando di qualche frustata o di un paio di scosse elettriche: rischia di ustionarsi davvero.
Andrea dà uno strattone al guinzaglio, poi si china su di me per accarezzarmi ed io ne approfitto per sussurrarle qualche parola; a suo onore, va detto che non ha bisogno che le faccia un disegno: molla tutto e in due passi si piazza davanti all’ostacolo, agita severamente il frustino all’indirizzo del pelato, che fa due passi indietro e si accovaccia tremando, e apostrofa piuttosto severamente l’occhialuto.
Il quale occhialuto, di nuovo palesemente soggiogato, dice che non ci ha fatto caso e che, in effetti, questa è l’inaugurazione della palestra per cagnolini e che magari il salto attraverso il cerchio di fuoco ce lo possiamo risparmiare.
“Fai avvicinare la tua cagnolina, voglio vedere se è brava ed obbediente come sembra”, conclude.

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