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26 Mag

donna dominatriceLa serata fetish per Mirella è presto organizzata; mi sono assicurata la partecipazione di Michelle senza troppa fatica, mentre più complicato è stato convincere Luca, che non voleva credere al colpo di fortuna della possibilità di conoscere una mistress non mercenaria.
Ho incastrato il tutto con l’appuntamento di un cliente di Tiziana, che per fortuna si è accontentato di farsi leccare le scarpe ed è venuto abbondantemente nelle mutande mentre mi insultava con particolare creatività; insomma, la cosa più difficile è stata impedire a Michelle di fare giustizia sommaria mettendo le mani addosso a questo tizio: si vede che non è abituata al BDSM, me lo dice un po’ alterata, e mi chiede come mi sento a farmi trattare così.
Già, come? In nessun modo, o meglio non in modo diverso di quando devo accontentare un cliente che si limita alla più canonica accoppiata P+P, ovvero pompino e pecorina, che magari si vergogna di chiedere alla mogliettina.
Michelle è ancora un po’ indignata quando arriva puntualissimo Luca, che quasi si inginocchia per baciarmi la mano e rende lo stesso omaggio a Michelle cogliendola un po’ di sorpresa; non sembra a suo agio, e mi pare si stia chiedendo se questo magari non sia un complicato scherzo, o un perverso imbroglio magari per estorcergli un bel po’ di quattrini. Non lo calma la nostra semplicissima tenuta in jeans e maglione: i processi mentali degli slave maschi sono sempre difficili da decifrare.

 


Luca si tranquillizza quando arriva, con dieci minuti di ritardo, Mirella, anche lei con un abbigliamento assolutamente neutro: brava, non ne avevamo parlato ma ha capito benissimo lo spirito della serata, e con una lunga gonna a portafoglio ed un sottile maglioncino sta davvero benissimo e dimostra meno dei suoi quarantacinque anni.
Presentazioni, chiacchiere senza particolare impegno, commenti sul tempo orribile e sulla cenetta, tutta roba che ho comprato in un ottimo negozio al Testaccio.
Mirella è bravissima: conduce la conversazione e si rivolge a Luca con tono misurato, dando per scontata la propria superiorità ma senza farla pesare, e lui pende dalle sue labbra.
Michelle ed io ci ritiriamo sullo sfondo e flirtiamo un po’: non è un gioco, ho voglia di lei e lei ha voglia di me, me lo sussurra all’orecchio aggiungendo che ha portato il suo fedele  strap-on e che non vede l’ora di prendermi e di farmi contorcere dal piacere; sarò stupida, ma mi basta sentirglielo dire per cominciare a bagnarmi.
Così mi perdo il momento in cui il dialogo fra Mirella e Luca compie il salto di qualità, e vengo quasi colta di sorpresa quando vedo lui in ginocchio ai piedi di lei, intento a leccarle gli stivaletti alla caviglia irti di luccicanti borchie di metallo.
Mirella non ha voluto fare una ricognizione nello studio di Tiziana, ma se lo è fatto descrivere, e sa bene che la porta semiaperta proprio davanti a lei conduce nella camera da letto, così come sa dove mettere le mani per prendere tutti gli indispensabili parafernali della sottomissione: io non vedo l’ora che lo trascini lì per potermi offrire, nuda e spalancata, a Michelle, ma lei si prende tutto il tempo necessario e, come in una nebbia, mentre Michelle mi infila la lingua in bocca, la sento incitare gentilmente Luca: “Bravo, hai una lingua molto agile, pulisci bene anche le suole”.

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