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4 Giu

VOILLE~1Il fratellone deve aver saccheggiato Volpetti: da buste e sacchetti ci sembra di non finire mai di estrarre costose ghiottonerie, ideali per accompagnare una bella serata tra amici. Mi rendo conto che è l’occasione giusta per far rivedere la luce anche al servizio da tavola con i disegni naïf di Villeroy e Boch di cui mamma andava tanto fiera e mi faccio aiutare da Paola a tirar fuori dai recessi più nascosti dei piatti che pesano una enormità e dei vassoi che sembrano pensati per la tavola di Gargantua.
Chiacchiere, sorrisi, e gran rumore di mascelle: abbiamo fatto accomodare Cristina in poltrona e le stiamo attorno, le parliamo, facciamo programmi. Ogni tanto qualcosa si accende in lei, per un istante, poi tutto ritorna opaco: sarà una cosa lunga farla tornare non dico com’era prima, ma almeno restituirle qualche interesse e desiderio.
Dopo un po’ il gruppo si scompone: Manuela marca stretto mio fratello che a sua volta non si stacca da Maria Carla, Saverio ha puntato Paola che accetta con ironia il suo goffo interesse, accanto a Cristina restiamo Elena ed io; potrebbe essere il momento giusto per scambiarci due parole un po’ più seriamente.
Fondamentalmente, mi sono impegnata con Maria Carla a tenere Cristina in casa in attesa di trovarle un lavoro quale che sia: niente più marchette, cercherò di farle scordare almeno una parte della sua vita. Impossibile trasformarla in una mogliettina perfetta stile anni ’50, oppure in una casalinga più o meno disperata, ma ci sono parecchie vie di mezzo.

 


Paola mi ha anche garantito che avremo una protezione discreta ma efficiente: Andrea è tornato in galera e ci resterà, hanno scoperto che aveva un vecchio residuo di pena da scontare, e pensano di poter arrivare ad una condanna definitiva in tempi brevi. Solo, ancora non si sa dove sia la madre di Cristina.
“La stiamo cercando con discrezione visto che per il momento non è imputata di niente”, ha detto Paola lasciando intendere che un pensierino su di lei lo sta comunque facendo.
Dunque, domani passeggiata in centro per fare qualche acquisto, e poi Cristina mi farà da chaperonne mentre riceverò un altro dei clienti di Tiziana, che un po’ mi preoccupa perché pare gli piaccia molto giocare con gli aghi.
“Io non me la sento ancora di lavorare”, dice a voce molto bassa, e le rispondiamo che non c’è fretta, basta solo che sia presente nello studio: probabilmente così rispetto la lettera se non lo spirito della mia promessa a Maria Carla, ma non voglio lasciarla sola in casa, non si sa mai.
Poi vedremo, Elena potrà venirci a trovare qualche volta, quando Saverio è al lavoro, e alla prima occasione me la porto in vacanza da qualche parte, chissà se le piacerebbe visitare Parigi, Londra o Barcellona.
Cristina svuota in un sorso il suo bicchiere di bollicine italiane e ci chiede se abbiamo voglia di lei: imbarazzante.
“Resta qui stasera, facciamolo in tre, Stella ha un cazzo finto bellissimo, ci mettiamo a pecora e lei ci scopa mentre ci teniamo per mano”, dice a Elena, poi si alza e corre, o meglio incespica, fino alla stanza da letto.
Vorrei seguirla ma Elena mi ferma: e fa bene. Mi guardo intorno, incrocio un’occhiata di Maria Carla che ha saldamento piazzato una mano sull’inguine del fratellone, lo sguardo di Paola che annuisce mentre Saverio ha ormai fatto un paio di passi indietro e si consola con una scheggia di parmigiano, e insomma siamo state al centro dell’attenzione, nonostante tutto, hanno seguito la conversazione e non abbiamo fatto errori, secondo loro.
Squilla il mio telefonino e mi ritrovo a parlare con Mirella che prima  mi chiede scusa per non aver potuto esserci, e poi ci invita a cena, dice, per farmi conoscere meglio il suo nuovo allievo; non mi sembra una buona idea, la cosa potrebbe confondere le idee a Luca e vorrei evitare a Cristina una prova così ravvicinata del suo fisico.
Impegnata a rifiutare senza urtare la suscettibilità di Mirella, mi perdo il ritorno in scena di Cristina, accompagnato da un improvviso silenzio.
Silenzio più che giustificato: via il maglione oversize, via la gonna da Esercito della Salvezza, ha indossato un top a fascia che fatica a contenerne il seno ed una minigonna inguinale; ha anche trovato il tempo di farsi una bocca rosso sangue e insomma sembra esattamente quello che era quando l’ho conosciuta, una puttana da marciapiede.

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