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7 Giu

335Cristina ha tenuto fede alla sua promessa e per una settimana non mi ha praticamente lasciata scendere dal letto, offrendomi completamente il suo corpo per il mio piacere; le ho fatto di tutto, e lei è stata disciplinata e compiacente, e quando avevo esaurito fantasia e desideri prendeva il controllo della situazione trovando altri e sempre nuovi modi di eccitarmi e soddisfarmi.
Ma non si può vivere di solo sesso, anche perché mi è rimasta una questione in sospeso: dando per scontato che Irina ed Aliena mi abbiano ormai definitivamente abbandonata, ho bisogno di controllare la situazione di Tina e Lina, verificare se possono andare avanti da sole e sganciarmi definitivamente dal bordello di Lele.
Ovviamente non mi metto in contatto con lui, ma con Carla.
Che ha messo in pratica il suo programma. Non lavora più ai Castelli, si è trasferita armi e bagagli in una bella villa nel Monferrato, addirittura, e gestisce finalmente un posto a cinque stelle.

 


Da quel che capisco, niente salone, niente spettacoli, i clienti neanche si incontrano, massima riservatezza e massimo lusso, ragazze di gran classe e rigorosamente straniere e tariffe stellari; avrebbe voluto portarsi via Cristal ma sarebbe stato troppo pericoloso fare uno sgarbo a Lele ed ha rinunciato.
Con l’occasione mi avvisa di girare alla larga dal suo vecchio posto di lavoro e, cortesissima, mi tranquillizza: Lina e Tina le ha messe personalmente lei sul treno per Berlino e adesso lavorano da Franz, che la tiene al corrente.
Troppo abituata alla discrezione, aggiunge che sa che anche Tiziana lavora lì ma non fa ulteriori commenti e non mi pone nessuna domanda. Meno male.
E Deborah, come se la sta cavando? Carla diventa ancora più vaga e la cosa non mi piace; concludiamo la chiacchierata un po’ freddamente, anche perché si è guardata bene dal chiedermi di lavorare per lei.
Quindi io non sarei di gran classe? Questa me la paga, prima o poi.
Ma per ora è più urgente controllare la situazione da Lele: non mi sento tranquillissima su Deborah.
Parliamoci chiaro: non sono una kamikaze, e non ho nessuna intenzione di rimettermi nelle mani di Lele; mi pare ovvio che ho bisogno di mettermi in contatto direttamente con lei e, magari, di mandare qualcuno in avanscoperta.
Con Cristina che cerca di attirare la mia attenzione e si è sdraiata a gambe aperte sul pavimento davanti a me per masturbarsi con una banana civilmente coperta da un preservativo, chiamo Deborah sperando che non abbia già cominciato a lavorare o che, magari, non stia intrattenendo Lele o qualcuno del personale prima di dedicarsi ai clienti.
Sorrido a Cristina, le faccio segno di non smettere e Deborah risponde a voce bassissima, mi riconosce subito e prima che possa dire qualcosa mi chiede se possiamo vederci.
Benissimo, è proprio quello che volevo, solo che lei non è mai libera la sera e ha ovviamente bisogno di dormire fino a tardi. D’accordo, ci vedremo a Frascati nel primo pomeriggio.
Riattacco e mentre Cristina viene davanti ai miei occhi e si piscia anche addosso perché ha scoperto che mi eccita mi incupisco: non mi piace molto, troppo vicino al bordello; ho bisogno di una scorta.

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