796

11 Giu

image- (4)Dopo i saluti, le presentazioni, i baci e gli abbracci, ci troviamo nella stanza degli ospiti, al piano di sopra, e Cristina ritrova la parola per chiedermi come si deve vestire stasera e se dobbiamo magari partecipare gratis ad una scopata di gruppo.
Io ho altro per la testa ma le rispondo più educatamente possibile di mettersi quello che preferisce e che no, non dobbiamo fare niente, se vogliamo possiamo fare tutto: sono amiche, non è lavoro.
“Allora io vorrei andare a letto con quella piccolina, mi piace tantissimo e deve essere davvero porca”, risponde, e un attimo dopo me la trovo avvinta come l’edera, che mi stringe con tutte le sue forze.
E’ una sensazione gradevole anche perché è completamente nuda, e la sento morbida e calda attraverso il maglione e la lunga gonna di lana che avevo scelto per il viaggio ai Castelli e che non so se potrò sostituire finché resteremo ospiti di Paola.
“Sei gelosa, te la sei presa? Scherzavo, voglio solo te, non ti offendere”, mi dice tra un bacio e l’altro, “ti lecco adesso, subito, ti faccio godere prima di andare a tavola, se vuoi”.

 


Difficile resistere, ma ci riesco, e la allontano gentilmente, le spiego che non me la sono presa e la invito a lavarsi ed a vestirsi, ci aspettano, e se fa due chiacchiere con loro magari si diverte, sono due ragazze intelligenti e simpatiche, e se vuole scoparsi Sara non ha che da provarci, ma credo che Paola non sarebbe d’accordo.
“E poi, se lo fai quando ci sono io, che tradimento è? Non ti preoccupare, io non ho il muscolo della gelosia”.
Cristina mi mostra la lingua e infila un gilè che le arriva alle ginocchia, poi contempla un paio di jeans e li ributta nella borsa, prima di sparire nel nostro bagno privato: non è difficile capire cosa abbia in mente, ma la faccenda davvero non mi riguarda, basta che non le venga in testa di chiedere soldi.
Però non ho intenzione di arrendermi senza combattere, e senza parere apro gli ultimi bottoni della gonna; vorrei anche togliere i collant ma non faccio in tempo, Cristina è pronta in un attimo e si lascia guidare giù per le scale, fino alla grande cucina che è ora invasa da un fumo grigiastro e maleodorante.
Sara e Tiziana si stanno reciprocamente accusando di aver bruciato la cena, ma c’è da dire che la cosa mi appare strana, specie perché Tiziana è arrivata qui con noi e non ha certamente avuto il tempo materiale di mettere mano ai fornelli, soprattutto in maniera così disastrosa: c’è un pentolone pieno di qualcosa che potrebbe essere uno spezzatino completamente carbonizzato, sembra essere stato sul fuoco per mezza giornata.
Dopo una decina di minuti Paola si arrende, dice che è colpa sua e abbraccia Sara.
La quale Sara ci accompagna in salotto dicendo qualcosa che ha a che fare con il cattivo odore della cucina, ci versa un generoso bicchiere di vino da una bottiglia che ci aspettava lì, già aperta, e ci invita ad accomodarci.
Giusto in tempo per bagnare le labbra ed accorgermi che è una specie di nettare e ci raggiunge Paola spingendo un carrello; ha smesso la tenuta da troia da marciapiede e, indubbiamente per fare più in fretta, ora indossa soltanto la giacca di un pigiama a rigoni, artisticamente sdrucita e strappata in più punti, ed una espressione spaventata.
Ho capito, stasera ci tocca il gioco di ambiente carcerario.

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Una Risposta to “796”

  1. Io_amministratore dicembre 18, 2015 a 4:59 pm #

    Tiziana e sara hanno bruciato la cena?
    Ma Tiziana non stava a berlino?
    Quand’e’ tornata?
    …e poi diventa Paola …
    …non e’ che era eva kant travestita?
    🙂

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