805

20 Giu

DSC_0866Quasi un consiglio di guerra in un ambiente decisamente inconsueto, la palestra di Paola. Sara è andata in ufficio e si è portata appresso Cristina, dicendo che hanno bisogno di una segretaria e magari potrebbero prendere lei, almeno per un paio di settimane, facciamo la prova; Cristina non sembrava avere chiarissimo in mente cosa sia una segretaria, ma sembra soggiogata dall’energia di Sara e la ha seguita senza protestare, come senza protestare si è lasciata imporre, per questa volta, jeans e maglione, rinunciando a qualcosa di più spettacolare.
Ci sono Maria Carla ed il fratellone, che alla fine sono rimasti a dormire, è arrivata Mirella, Rina ha scusato l’assenza ma oggi non può proprio lasciare il suo posto, ospiti d’onore Lorenzo, che ha accompagnato Paola nella missione segreta, e Lilli, la biondina intervenuta sotto casa di Elena, che mi riconosce, mi abbraccia e mi chiede se ho picchiato qualcuno, di recente.

 


Insomma, pare che non sia stato un buco nell’acqua: Paola ha modificato un po’ la sua storia di copertura, e si è fatta passare per una collega che era stata noleggiata per tutta la notte da un tizio pieno di soldi cui era anche venuta voglia, ad un certo punto, di fare una cosa a tre; così ha parlato con un paio di ragazze ed alla terza ha fatto centro.
“Una bruna giunonica con l’accento spagnolo mi ha raccontato tante cose interessanti mentre Lorenzo fingeva di ubriacarsi: prima era stata in una casa in centro, poi aveva passato due settimane a Milano ed al ritorno era stata per un mese in una villa fuori Roma”.
“Tombola”, ha sussurrato Mirella.
“Non proprio”, ha proseguito Paola. “Non era un bordello organizzato, era con altre due ragazze e ricevevano i clienti solo su appuntamento, solo che un giorno è arrivato un tizio che non se le è scopate ma ha voluto vederle tutte, ha parlato con la maitresse ed ha portato via una di loro, e la maitresse ha detto che quella era proprio fortunata, ma che anche per loro poteva esserci un cambiamento importante. Il giorno dopo si è trovata nel night club, dove in effetti guadagna di più, ma ha dovuto prendere una camera in affitto mentre prima aveva anche un posto dove dormire, e insomma più o meno è rimasta allo stesso punto”.
In realtà non mi sembra una gran cosa, ma preferisco tenere la bocca chiusa: siamo su un terreno a me sconosciuto.
“Io parlerò col tuo dirigente”, Paola si rivolge a Lorenzo, adesso, “e organizzerò un bel controllo lì dentro, all’inizio della serata: sigilli al locale, denunce a piede libero ed un po’ di provvedimenti di espulsione, così facciamo una chiacchierata con il gestore e vediamo di trovare l’indirizzo della villa, che probabilmente è ancora in attività con altre ragazze. Non tanto il gestore del night, ma quella maitresse secondo me ci potrà dire qualcosa di interessante”.
Mi guardo attorno: Mirella annuisce, Maria Carla prende addirittura appunti, alla vecchia maniera, con carta e matita. Io vorrei sapere qualcosa di più sulla serata di Paola, ma nessuno apre bocca e mi adeguo.
Paola deve aver fatto un qualche impercettibile segno, perché interviene Lilli che anche lei era rimasta in religioso silenzio.
“Dunque, la madre di Cristina. La ragazza aveva visto giusto, gira ancora sotto casa tua”, dice rivolta a me, “l’abbiamo vista e, con molta attenzione, seguita. Si è riciclata come badante a tempo pieno di un signore molto malandato che abita in zona, così ha rimediato anche vitto ed alloggio e non possiamo escludere che arrotondi con qualche furtarello in casa, perché si è incontrata con un piccolo malavitoso che conosciamo bene, ma forse si rivende gli oppiacei del suo datore di lavoro. Insomma, dovete stare attente”.
Dovrei dire qualcosa ma non mi viene niente.
“Perché abbiamo finalmente capito chi è: trenta anni fa, quando era ancora una ragazzina, ha quasi ammazzato il suo ragazzo che la stava lasciando, ed il padre di Cristina non è che se ne andato di sua spontanea volontà, diciamo che lei lo ha convinto con l’aiuto di un coltello da cucina”.
Insomma, io continuo a mettermi sulla strada di persone interessanti.

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Una Risposta to “805”

  1. Torchemada giugno 21, 2014 a 9:47 am #

    Interessante racconto ricorda storie d’ altri tempi precedenti all’ oramai lontano 1958, adesso per parlare di maitresse, bordelli serve un passaporto e tanta voglia d’ avventura verso lidi ignoti allo scapolo d’ oro. La storia ci dice che il desiderio è imprescindibile dall’ essenza umana e quando una escort in Toscana ti fa proposte indecenti non è facile rinunciare e la voglia ti assale ti comprime la mente il fuoco pervade nell’ intime protuberanze che vanno crescendo a forza di lusinghe e seducenti avance sensuali ed erotiche. Una sexy commedia che si trasforma in realtà e
    il cui esito appare scontato. Ma noi non possiamo condividere la compagnia di una bella prostituta senza essere additati e giudicati. La voglia c’è ma non è corrisposta.

    Risposta:
    Bene, qui non credo che qualcuno ti giudicherebbe, soprattutto per via del tuo nick 😛

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