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2 Lug

imagesCAN40X8FSull’ambulanza che mi porta chissà in quale sperduto ospedale salgono anche mio fratello, Maria Carla e Mirella. Gli infermieri li guardano male ma mio fratello si è ammantato della potestà parentale, Maria Carla si è qualificata come il mio avvocato (e se continua così dovrò anche ricordarle di staccare una parcella) e Mirella ha fatto balenare un tesserino dall’aria molto ufficiale.
Sì, perché quando mi hanno caricata sulla barella gli infermieri mi hanno in qualche modo risvegliata facendomi sentire un male cane dappertutto, accidenti a loro. Ancora più male mi hanno fatto quando mi hanno stretto le cinghie attorno al corpo per impedirmi di cadere dopo aver fatto sparire la coperta non avendo certo voluto negarsi lo spettacolo un po’ porno ed un po’ pulp di una donna nuda e coperta di sangue, e poi quando mi hanno infilato in vena l’ago della flebo.
E’ Mirella che prende in pugno la situazione.
“Bene”, dice, “qui stiamo parlando di reati seri, direi che Lele è fregato. Parlerò con i magistrati, non c’è nessun bisogno di spiegare perché eravate lì, qui si tratta di sequestro di persona, tentato omicidio, lesioni gravissime, insomma stasera si potrà anche fare la nostra brava irruzione al bordello e vedere se troviamo ancora quella ragazzina di colore di cui ci hai parlato. Tu non dire niente, parlerà Maria Carla per te, e presto ti potrai prendere una bella vacanza”.

 


Insomma, se capisco bene, una conclusione del genere era stata messa in conto, o forse addirittura auspicata; grazie, la prossima volta vorrei proprio vedere Mirella con un catetere nel culo, oppure che sobbalza per le scosse elettriche. Questa me la pagano, maledizione.
“Lorenzo e Lilli avevano ordini ben precisi”, continua Mirella, “sarebbero entrati dieci minuti dopo, ma poi quel cretino del padrone di casa è uscito con una ragazza legata come un salame e l’ha caricata in macchina, si sono mossi molto bene”.
“Mi dispiace solo per l’intervento dei Carabinieri”, replica Maria Carla, “avrei voluto che questa cosa non diventasse così grande”.
Allora, non ti dispiace per come mi hanno ridotta? Aspetta di scodellare il mio nipotino e poi ti faccio vedere io, ti insegno un po’ di BDSM che neanche te lo immagini.
“Adesso basta”, interviene mio fratello, “direi che lei ha tutto chiaro”.
Riesco a chiedere di Andrea, mi risponde Mirella che sembra la responsabile di questa missione.
“Tutto bene, un po’ di lividi e tantissima paura, ma quel tizio, come si chiama, si è limitato a riempirla di botte sul culo, molto dolore ma niente di grave”.
“Però anche Andrea dovrebbe fermarsi per un po’, non abbiamo idea di quanta riservatezza potremo mantenere. La manderemo in vacanza con il suo ragazzo in attesa che gli amici di Lele si dimentichino anche di lei”.
Basta così, mi si chiudono di nuovo gli occhi, l’ultima immagine è il sorriso un po’ forzato del fratellone, l’ultima fitta di dolore è causata da uno scossone dell’ambulanza che prende una curva troppo stretta, probabilmente siamo arrivati a destinazione.

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