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13 Lug

tina_modotti3La telefonata di Pierina è arrivata, ho doverosamente contrattato per me e la mia partner (“Sì, posso portare un’altra ragazza, sì, una biondina, no, non una di quelle dell’altra volta, ti sta bene lo stesso?”) ed ho spuntato settecento euro netti a testa per tutta la notte, con obbligo, ovviamente, di lesbo, e soprattutto l’impegno a non vestirci da puttane per il veglione nell’ambiente di lusso un po’ fuori città. Non tirare troppo la corda, mi avevano suggerito Mirella e Rina, queste tariffe lui in genere le incassa per le sue ragazzine ma non è certamente tipo da pagarle a cuor leggero; magnifico, anche uno un po’ tirato, non c’è speranza di avere la mancia, alla fine.
Ne parlo con Lilli, che passa le ore libere attaccata alle mie costole, tanto da causare anche qualche crisi di gelosia in Cristina; Lilli deve essere preparata, ha deciso Paola, e allora sia, manca solo che venga a letto con me: c’è un lato positivo, siamo finalmente tornate a casa, e per la vigilia di Natale potrò invitare, come è ormai tradizione, mio fratello.
Contrariamente alla tradizione, però, mio fratello non sarà solo. Bene, nemmeno io, visto che ci sarà Cristina, cui ho giurato che non ho nessuna voglia di fare sesso con Lilli e che si tratta solo della nostra sicurezza. E in effetti io sono un po’ preoccupata, Cristina ha detto che le è sembrato di aver visto sua madre un paio di volte nei giorni scorsi, ed esce di casa solo se necessario e solo con occhiali scuri e berretto in testa, calato fin quasi agli occhi.

 


Continua ad andare a lavorare da Sara, e non voglio sapere cosa combina lì: mi auguro che il ménage con Paola non ne venga travolto. Il vantaggio è che posso istruire Lilli senza problemi e senza peli sulla lingua.
Alla fine, mi viene l’idea di invitarla da noi per il piccolo cenone che preparerò, e lei accetta, e porterà anche il fidanzato che non è, come avevo ingenuamente creduto, Lorenzo, ma un simpatico esperto di computer della Polizia Postale che, ne è sicura, mi piacerà.
“Lorenzo mi vorrebbe, crede di essere irresistibile, ma con lui non può essere che roba da una botta e via, e non è quello che voglio io. Credi che non mi sia accorta che si è scopato la tua ragazza, quella sera da Paola?”, mi dice mentre mi accompagna a fare la spesa nella tarda mattinata della vigilia.
Non le dico che quella stessa sera mi sono scopata Manuela, non mi sembra il caso: ci troviamo abbastanza bene assieme ma non ho voglia di sconvolgerla più del necessario.
Non che sia una timida verginella, ma quello che non le va giù è che un uomo pretenda due donne per eccitarsi; io le ho raccontato per filo e per segno, tanto per cominciare, la notte con Irina e Lorenzo, e le ho spiegato che in realtà è la cosa migliore per le ragazze, che si possono dare reciprocamente una mano e quando una è stanca può subentrare l’altra, ma è una cosa che, per il momento, non le entra in testa.
“Io”, mi ha più volte ripetuto, “non mi sono mai stancata facendo sesso”.
Impossibile farle capire che questo è lavoro, e potrebbe anche essere sgradevole: di questo tizio conosciamo soltanto il nome, Cristian, e la preoccupante attività, e non sappiamo cosa aspettarci fra le lenzuola.
Sconvolgendo il pescivendolo del piccolo supermercato che quasi si taglia un dito mentre pulisce un bellissimo rombo che intendo preparare al forno in crosta di patate, mi chiede ancora delle prestazioni che possiamo aspettarci ci verranno chieste, con particolare insistenza sulle inculate.
“Mi fa sempre un po’ paura prenderlo nel culo, per fortuna Paolo è delicatissimo, e mentre lo fa mi accarezza la fica e mi fa venire”.
Io non posso fare altro che ribadire che si tratta di lavoro, e che porteremo un ottimo lubrificante grazie al quale potremmo soddisfare un elefante senza quasi accorgercene: la cassiera mi sente e per poco non lascia cadere il costoso barattolo di tartufi neri destinato a completare le fettuccine con il ragù bianco di spigola.
Mi sa che per un bel po’ qui sarà meglio che non ci metta più piede; anche perché appena uscite mi chiede se non è meglio che si depili, dal momento che ha visto che sono tutta liscia, e forse dovrebbe farlo anche lei: una elegante signora impellicciata e permanentata che ci sta passando accanto ha uno scarto ed accelera il passo.
Non c’è modo di dirlo senza essere sia pure involontariamente offensiva: “Se sei davvero bionda meglio di no, gli uomini si eccitano tantissimo davanti ad un ciuffetto chiaro”.
Per fortuna non se la prende: “Lo so, Paolo è estasiato, mi lecca per ore, certe volte mi fa impazzire”. Poi mi consegna la busta della spesa e mi dà una spinta per farmi infilare in un negozio: ha anche infilato la mano nella borsetta che porta appesa alla spalla; non è più l’apprendista escort ma la poliziotta, me ne accorgo immediatamente e immediatamente cominciano a tremarmi le gambe. Siamo in pericolo.

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