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24 Lug

FRANCI~3Cordiale ma molto attento: di questa casa io vedo solo il corridoio in penombra ed una stanza attrezzata come uno studio medico, con lettino, mobiletto in vetro che raccoglie gli strumenti del mestiere ed un armadietto con tanto di croce rossa sopra.
Ed anche cauto: fa qualcosa col telefonino e subito parte una musica d’ambiente che potrebbe disturbare un microfono piazzato qui in giro.
Solo a quel punto mi fa segno di accomodarmi sulla comodissima poltroncina riservata ai pazienti e si siede dietro la scrivania, un po’ incongruo senza camice bianco in questo ambiente.
E viene al sodo: al momento per lui lavorano tre ragazze, una è la sua fidanzata attuale e le altre sono le sue ex, ma deve scoparle tutte per tenersele buone e non scatenare gelosie; le ragazze ovviamente si conoscono, anche perché nello studio sono sempre almeno in due in omaggio ad una elementare regola di prudenza. Lui passa ogni sera, le porta a mangiare qualcosa, ritira gli incassi e organizza il lavoro per il giorno successivo.
“Non si lavora sette giorni su sette, le ragazze vanno a scuola, devono studiare, ed hanno anche bisogno di prendere fiato ogni tanto, vedersi con la comitiva di amici”.

 


Insomma una vitaccia, povero Cristian, e qui dovrei entrare in gioco io: zia, sorella maggiore e, se del caso, sul lavoro ex ragazza madre ora MILF; mi fa i complimenti per come ho interpretato il suo messaggio, sono perfetta nel ruolo, ma prima di conoscere Ilary, con la ipsilon e senza acca, proprio così, Tatiana e Milena è meglio se mi lavo la faccia ed assumo un aspetto più giovanile.
“Di te devono potersi fidare, passeranno in tua compagnia almeno tre pomeriggi a settimana e non devi intimidirle se non è necessario”.
Sì, perché in fondo sono delle adolescenti: fanno marchette da almeno un anno, come Ilary, ma hanno tutti i problemi delle normalissime quindicenni, sbandate per i compagni di classe, un brutto voto, i genitori separati o che litigano, cose del genere.
Noto che non fa cenno dei soldi che non bastano mai, e mi sembra importante.
“Puoi aiutarle con i compiti?”, mi chiede pure, e non mi sembra incongruo.
Bene, matematica niente, ma con greco e latino me la cavavo, ed anche in letteratura italiana; e meno male, fanno tutte il classico, anche se in due licei diversi, Ilary e Milena sono nella stessa scuola ma Milena è un anno indietro.
“Milena è la mia fidanzata, lei è off limits fuori del lavoro”, mi dice in tono un po’ duro, evidentemente si deve essere informato approfonditamente su di me, e mi dico che Simonetta e Carla sono venute meno ad un bel po’ di riservatezza professionale.
“Con te, le ragazze possono anche avere più turni di riposo, tu stai lì, fai eventualmente la tua brava marchetta, ed io posso tenerne al lavoro una sola per volta, capisci”.
Capisco anche che in prima battuta a stare lì mi prendo io tutti i rischi del caso: sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione minorile, roba da chiudermi in galera e buttare via la chiave, quindi in linea di principio dovrei assolutamente dire no, grazie.
Cosa che non faccio, ma gli rispondo che si tratta di un ruolo che mi espone molto e che dovrebbe essere adeguatamente remunerato.
“Gli appuntamenti continuo a combinarli io, e tu prendi il dieci per cento degli incassi; e se lavori, il cinquanta per cento della marchetta: qui girano tanti ma tanti soldi, anche se ho molte spese”.
Mi concentro per fare due conti: il pomeriggio, dalle due alle sette, diciamo un cliente ogni ora, e diciamo che non chiede niente di particolare, se escludiamo che vuole scoparsi una ragazzina che dovrebbe giocare ancora con le barbie. Almeno cinquecento euro a cliente, ma per me, e per qualsiasi ragazza che appena appena sappia il fatto suo, il gioco non vale la candela, non si rischia la galera per quattromila euro al mese.
Cristian vaneggia, o pensa di avere a che fare con una stupida; sto per scuotere la testa e lui mi anticipa: “Le ragazze prendono mille euro a cliente, in genere, più gli extra”.
Devo fare uno sforzo per impedire che la mascella mi cada fin quasi sul petto: sono davvero tanti soldi, anche se fa a metà con le ragazze.
“Tu dovresti anche spiegare che non ha senso comprare un telefonino nuovo a settimana, o spendere mille euro in un pomeriggio di shopping, aiutarle a crescere insomma”.
Per la forma tratto per dieci minuti e strappo il quindici per cento degli incassi ed il sessanta per cento delle mie eventuali marchette, restando con l’impressione che Cristian sarebbe comunque disponibile a salire ancora: io sono la sua assicurazione sulla vita, una ruffiana che lo allontana un po’ dalle ragazze e può tenerlo fuori di galera almeno per il tempo necessario a sparire, e insomma è probabile che mi abbia preso per una stupida ed avida puttana che è riuscito ad imbrogliare.
Dà un’occhiata all’orologio e dichiara che è quasi il momento di conoscere le ragazze.
“Hai la macchina?”, mi chiede, e quando io annuisco dichiara che accetterà un passaggio.
“Sono convinto che guidi bene come scopi”.
Ma prima c’è un piccolo rito, mi dice, per suggellare il contratto: insomma, vuole un pompino al volo, e quasi si scusa.
“Oggi pomeriggio mi devo scopare Tatiana che è davvero una troia fatta e finita, e in genere prima mi faccio una sega altrimenti vengo troppo presto”.
Oggi ha una puttana a disposizione, si risparmia la fatica, insomma.
Povera anima, quasi mi fa pena per quanto è dura la sua professione; non posso mandare tutto a monte per un puntiglio, per il principio gli chiedo cento euro ed un preservativo, poi mi inginocchio sotto la scrivania e comincio a darmi da fare.

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