846

31 Lug

Giddy_up_by_SirAlexNyteForse deluderò Sara, alla fine: la voglia di Paola mi è rimasta, nonostante tutto, e ci ripenso durante tutta la cena, nel corso della quale comunque parliamo d’altro, facendo finta che sul tavolo ci fossero solo piatti, posate, bottiglie e bicchieri. A proposito, ancora complimenti a Cristina che ha stappato un venerabile Dolcetto di Dogliani che prendeva polvere da troppo tempo in fondo ad uno scaffale: lei conosce questa casa quasi meglio di me, ormai.
Così lecchiamo i piatti, svuotiamo la bottiglia e la colonna sonora è una filippica di Cristina che se la prende con un non meglio identificato ingegnere reo di averle palpato così entusiasticamente il culo mentre gli versava il caffè da essere arrivato a strapparle le mutandine. Devo riconoscere una volta di più che la mia ragazza sta migliorando a vista d’occhio: non soltanto l’accento è molto meno pesante, la sintassi molto meno da brividi e la grammatica più simile a quella che si può imparare sui libri, ma Cristina è anche stata in grado, a stare al suo indignato racconto, di risolvere la faccenda nel migliore dei modi; ha evitato sia di urlare allo stupro che di snocciolare le tariffe, ed ha smontato il disturbatore con un sorriso e una battuta.

 


Io non ho mai dubitato della sua intelligenza, adesso ho la conferma che un ambiente meno ostile e una compagnia migliore di quella di sua madre e di Andrea non possono che farle bene.
Senza che debba chiederglielo, alla fine Cristina si alza e va in cerca di sigarette ed accendino, fa il giro del tavolo e le offre a tutte, poi vorrebbe anche portare via i piatti sporchi ma qui la fermo, le accendo la sigaretta e considero la situazione, gli occhi fissi in quelli di Paola.
Il suo è un infinitesimo cenno di assenso, non mi sbaglio, sottolineato da un’occhiata di sbieco a Sara che sembra aver dimenticato la sua promessa di offrirsi al mio frustino ed al mio strap-on.
Mi getto dietro le spalle l’ultimo dubbio: io sono disposta a dare spettacolo per un pubblico così selezionato, ma Paola l’altra volta mi è sembrata più imbarazzata che eccitata; non importa, ha più di un debito con me, e sono pronta a scommettere che alla fine mi ringrazierà. Spengo la sigaretta e faccio per alzarmi, e anche Sara schizza in piedi, mentre Paola scivola elegantemente in ginocchio, con una espressione di speranzosa attesa sui lineamenti; Cristina sembra sorpresa ma fa la cosa giusta, sposta indietro la sedia per vedere meglio ed evita di aprire bocca. Sara arriva quasi di corsa, reggendo le scintillanti manette d’acciaio con due dita, come se scottassero: me le porge in fretta e subito dopo, senza frenesia ma rapidamente, mi fa indossare lo strap-on, regolando il complesso sistema di cinghie con gesti rapidi e sicuri. Si rialza sicura ed elegante, dopo aver appena poggiato le labbra sulla punta del cazzo che ora mi orna l’inguine per chinarsi di nuovo, stavolta su Paola, ed aiutarla a togliere la giacca della tuta. E’ il mio momento. Con un movimento del frustino ordino a Paola di alzarsi: non ho voglia di chinarmi per ammanettarla e voglio invece vederla nuda e splendida, i muscoli tesi; la ammiro per un attimo, già leggermente sudata, la pelle che quasi brilla nella magica luce delle candele. Cristina e Sara guardano me, invece: Sara fissa i miei capezzoli che sento premere contro il pesante cotone della camicia, Cristina lo strap-on che si erge cupo come in cerca di preda. In un attimo ammanetto Paola, la metto a squadra ed ammiro la sua schiena elegante e le sue reni esposte che sfumano nelle natiche candide e potenti, i suoi seni che così sembrano ancora più colmi: anche i suoi capezzoli sono dritti e tesi, e tra l’odore delle sigarette e quello del vino, sento il profumo della sua eccitazione.

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Una Risposta to “846”

  1. fariv66 agosto 1, 2014 a 2:54 am #

    Ciao Stella … leggere il tuo bel commento su mia moglie …. ha fatto provare un brivido di piacere a entrambi ….

    Risposta:
    Era solo la verità. E sono contenta del risultato

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