853

7 Ago

hyman-dn-print-2Paola ascolta con espressione impenetrabile il mio racconto fin troppo dettagliato, Lilli invece non riesce a nascondere le sue emozioni; ma è Paola ad avere l’ultima parola. “Lo prenderemo, e ci faremo raccontare tutto, prima di schiaffarlo in galera e buttare via la chiave”.
Lilli mi mette sotto il naso il tablet, fa qualcosa che non capisco e mi trovo davanti ad uno slide show: uomini che escono dal ben noto portone, un po’ sfuocati ma chiari abbastanza perché possa riconoscere il dottore che, maledizione a lui, si sta accendendo una sigaretta ed ha mezza faccia nascosta dalle mani a coppa e la falda del borsalino che gli ombreggia gli occhi. Insomma, un porco particolarmente cauto; come Paola, sono certa che lo abbia fatto apposta.
Alla fine Paola si scusa e scappa via, ha una riunione importante al ministero, ed è Lilli che mi accompagna a casa.
Senza Paola, si sente più libera di dire quello che pensa.
“Lì non ci devi tornare, nessuno può chiederti una cosa del genere; dillo a Paola, lei sicuramente capirà”.
E’ lei che non capisce: non è che debba in qualche modo purificarmi del mio essere una puttana, ma è fare il mio lavoro per una buona causa. Sono convinta che se riesco a reggere un altro mese porto Ilary completamente dalla mia parte ed a quel punto ciao Cristian e ciao dottore, buona galera a tutti.

 


Non rispondo e Lilli continua.
“Ti ho vista con quella ragazzina, sembrava davvero una bambina, una cosa da pazzi. Certo che io ho cominciato a tredici anni ma lui aveva la mia stessa età e non mi ha mai regalato niente, anche i preservativi me li compravo da me. Sai che ci ripenso ogni sera prima di andare a letto, e Paolo si sta anche un po’ incazzando, è tanto che non ho più voglia di scopare, l’ultima volta che lo abbiamo fatto è stato bellissimo, abbiamo giocato alla puttana ed al cliente. Ops, scusami”.
Sorrido e dico che va tutto bene, non si deve certamente scusare; per cambiare discorso le chiedo di raccontarmi cosa hanno fatto.
“Allora, lui è uscito, ha preso la metro ed è sceso dopo tre fermate; di lì mi ha chiamato, mi ha detto che ha visto il mio annuncio su internet, mi ha chiesto se ci potevamo vedere e quanto prendevo. Sui soldi ho fatto un po’ di melina, gli ho risposto che se aveva visto la foto aveva certamente capito che io ero una ragazza di un certo livello ma che ci saremmo comunque potuti mettere d’accordo, gli ho dato l’indirizzo, anzi gli ho detto di richiamarmi quando arrivava al portone accanto. Intanto mi ero preparata: bustino, calze con la riga e scarpe col tacco, e sopra tailleur come lo porti tu, senza camicetta, bruciaprofumi con l’incenso e computer acceso con un film porno senza audio, divano spostato nella stanzetta di sgombero e in bella mostra preservativi, un cazzo di gomma che chissà quando avevamo comprato ma mai usato, uno specchio sulla parete ed un camice da dottore appoggiato in un angolo.
E’ entrato, si è presentato con un nome falso e abbiamo contrattato per dieci minuti, ed io mi sentivo già venire così. Anzi, tanto per sapere, lo abbiamo fatto in piedi nell’ingresso e mi è sembrato sbagliato”.
Mi viene da ridere, ancora un po’ dolorante come sono, bloccata nel traffico con questa biondina che mi diventa sempre più simpatica, e le spiego che in genere è meglio farli accomodare su un divano, sedersi accanto a loro e cominciare a fare qualche carezza: d’accordo che vengono per scopare, ma quando cominciano ad essere eccitati stanno anche meno attenti al portafoglio.
Lilli annuisce e dice che è un peccato non averci pensato, e tanto adesso quel gioco non lo faranno più, e poi riprende il racconto.
“E insomma, ci siamo messi d’accordo per duecentocinquanta, tutto il tempo che voleva e poteva fare tutto, lui ha veramente tirato fuori i soldi e li ho messi in un cassetto, ma mi sa che ho sbagliato”.
Sì, in effetti: le spiego che il cliente occasionale non deve vedere dove metti la marchetta, non sai mai chi ti è venuto in casa, e questo vale specialmente se lavori da sola.
Lilli lancia uno sguardo un po’ sconfortato alla Colombo ridotta ad una distesa di lamiere: stasera facciamo davvero tardi, ma almeno ha tutto il tempo per continuare la sua storia.
“Mi ha chiesto di spogliarmi ed ha sgranato tanto d’occhi quando ha visto quello che indossavo, e non stava giocando, davvero era sorpreso. Gli ho detto di spogliarsi e lui davvero si è strappato i vestiti di dosso, l’ho accompagnato in bagno e gli ho lavato ben bene l’uccello con l’acqua appena tiepida per non farlo eccitare troppo, poi gli ho chiesto se voleva guardare mentre mi preparavo, lui ha risposto di sì e allora mi sono seduta sul bidè e mi sono lavata la fica. Magari avrei anche dovuto pisciare, so che alcune ragazze lo fanno”.
Accidenti come è pignola, specie se davvero non intende rifare questo gioco con Paolo; le spiego trattenendo una risatina che è meglio se te lo fai chiedere dal cliente, ad alcuni non piace, anzi fa anche un po’ schifo.
“Meno male. A quel punto siamo tornati nella stanzetta, l’ho fatto sdraiare sul divanetto e ho cominciato con i preliminari, bacetti sul petto, un morsichetto ai capezzoli, la lingua sulla pancia attorno all’ombelico, e ogni tanto mi fermavo per guardarlo, avrei voluto chiedergli se gli piaceva ma ho pensato che era meglio di no”.
Ha fatto bene: si suppone che una professionista sia una sorta di sacerdotessa del sesso e se il cliente non ha desideri particolarissimi non deve far altro che mettersi comodo e lasciarla lavorare per ottenere il piacere per il quale ha pagato.
“Quando sono arrivata al cazzo l’ho trovato già durissimo, non mi sembrava di averlo mai visto così, neanche quando abbiamo fatto altri giochi che gli sono piaciuti tanto, e lì per un istante ho avuto paura di rovinare tutto”.
Siamo ancora ferme in un concerto di clacson, si volta e mi pianta in faccia due occhioni spalancati prima di proseguire.
“Insomma, non riuscivo ad aprire la bustina del preservativo, l’ho dovuta strappare con i denti, e mi è sembrato di averlo sentito ridere. Però ce l’aveva sempre duro, per fortuna”.
Quando è così duro si può fare il numero di infilarlo tenendolo tra le labbra e i denti, mi scappa di risponderle, e devo farle una lunga spiegazione: Lilli mi ascolta come all’università, mi fa qualche domanda e manca solo che mi chiami professoressa. Devo insistere perché continui, e lo fa solo dopo che le ho promesso di darle una dimostrazione pratica.
“Gli ho chiesto come preferiva farlo, e lui mi ha detto di mettermi sopra; sa che a me non piace, ma io ero eccitata quanto lui, a quel punto, mi sono messa a cavalcioni e l’ho preso tutto abbassandomi molto lentamente. Lui gemeva, gli piaceva tantissimo, ed io ero fradicia, ho cominciato a muovermi e sono quasi venuta”.
Fa una pausa e ne approfitta per infilarsi millimetricamente tra una utilitaria ed un minibus guadagnando così sei o sette metri.
“So che fingere bene è una cosa che ci si fa pagare, e anche caro, ma non ci si dovrebbe mettere d’accordo prima? Io comunque mi sono concentrata e quasi calmata, era il gioco per lui, io potevo farne a meno di godere, mi piaceva già tanto così. Allora gli ho chiesto se voleva finire così, o come, e lui se ne è approfittato, ha voluto il culo, lo sa che a me non piace, col culo non vengo mai anche se di solito è gentile e non mi fa mai male. Però stavamo giocando, mi ha fatto mettere a pecora e mi ha inculata così, io gli dicevo di fare piano e lui spingeva più forte, magari credeva che facesse parte del gioco. E’ venuto e quando lo ha tirato fuori era sporco di sangue”.
Insomma, la conclusione è stata che Paolo si è spaventato da morire, la voleva portare di corsa in ospedale, le ha chiesto scusa mille e mille volte e che di giochi così mi sa che non ne faranno più per un bel po’, e mi dispiace per loro.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: