856

10 Ago

Seno1Ripensandoci mi meraviglio ancora della mia reazione: mi è scappato un sorriso. Incredibile, non è vero? Ma ho ragionato così: questo tizio sarà alto due metri, peserà cento e passa chili, sta tenendo sollevata Tatiana per il collo col solo braccio sinistro, se ha anche bisogno di una pistola non è poi così sicuro dei suoi mezzi.
Ci ho messo un istante di più per accorgermi che Tatiana aveva la faccia di chi sta soffocando e parecchi lividi sui seni, non segni di percosse ma come delle dita che vi fossero state selvaggiamente affondate; mi sono ricomposta e rivolta al bestione in tono molto più tranquillo del necessario: “Metti giù la mia amica e parliamone, d’accordo?”
Il cliente mi ha guardata come se mi avesse vista per la prima volta e mi ha risposto con una vocina stridula che non sembrava poter venir fuori da un corpaccione come il suo: “Questa piccola stupida troia mi ha morso proprio mentre stavo per venire e ha rovinato tutto”.
Tatiana ha emesso qualche sillaba che con molta buona volontà poteva essere interpretata come una richiesta di scuse ed io ho provato a cogliere l’attimo; anche perché se non riuscivo a farle mettere i piedi a terra, e in fretta, rischiavamo di doverla portare più che in ospedale, direttamente in obitorio, e una buona maitresse non deve lasciarsi ammazzare le puttane sotto il naso. Cercando di far trasparire molta più simpatia di quanta ne provassi in realtà gli ho risposto che mi dispiaceva e gli chiesto, con aria svagata, dove l’aveva morso.

 


Non vi ho detto che il cliente, come Tatiana, era nudo come un verme? Ha lasciato cadere Tatiana, che è rotolata in terra e ha dato prova di star meglio di quanto sembrasse strisciando via a tutta velocità, e si è mostrato in tutto il suo splendore: una montagna di muscoli ed un uccello penzoloni che gli arrivava quasi a mezza coscia. “Qui, guarda”, e mi ha indicato un enorme pettorale. In mezzo al quale, aguzzando la vista dopo essermi avvicinata più di quanto la cautela rendeva opportuno, ho potuto notare il segno dei denti di Tatiana stampato nei muscoli ridondanti, come il calco di un odontotecnico.
“Sai, a molti uomini piace, e lei l’ha certamente fatto con le migliori intenzioni”, ho detto facendo prima un passo indietro, poi un mezzo passo avanti. Ho dato una rapida occhiata: Tatiana era sparita, Milena e Ilary non si vedevano da nessuna parte, e insomma questa era una cosa che dovevo risolvere da sola.
“Facciamo così, fai la seconda con me, ne avevi voglia, e offre la casa, va bene?”
Cioè, in genere non è proprio la cosa migliore per il lavoro, ma certe volte bisogna derogare ai propri principi in nome della soddisfazione del cliente e anche della propria incolumità.
Probabilmente era quello che voleva sentirsi dire, perché ha allargato il faccione in un sorriso e mi ha acchiappato con una manona per un polso e mi ha trascinata in camera, verso il letto sfatto ed infossato; ho fatto appena in tempo a chiudermi la porta alle spalle, lui ha buttato con noncuranza la pistola sul mucchio di vestiti ai piedi del letto facendomi prendere un bello spavento, tipo “e se adesso parte un colpo?” ed ha preso a brancicarmi tette e culo.
“Aspetta amore, mi spoglio io per te, mettiti comodo”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: