880

3 Set

Simonetta_Renee_Grand_HotelCristian, già lo sapevo, è uno di quelli cui dopo piace parlarne.
Liberato, rilassato, una sigaretta in bocca, ci ha volute al suo fianco nel letto e gioca con il mio seno mentre dice quanto gli è piaciuto, cosa gli è piaciuto di più e se davvero lo possiamo rifare.
“Ma certo che sì. Anzi, potremmo andare in un posticino più attrezzato”, rispondo reprimendo un sospiro di sollievo: Cristian lascia perdere le mie tette ed infila la mano tra le gambe di Milena che comincia quasi a fare le fusa; mi preoccuperei se non notassi lo scintillio dei suoi occhi sotto le palpebre semichiuse, lo sguardo d’intesa che mi serviva.
“Più attrezzato in che senso?”, mi chiede ritirando di colpo la mano, quasi sulla difensiva.
“Per questo gioco che ti piace tanto ci sono moltissimi accessori che potrebbe essere più utili”, rispondo tranquillamente; bene, non devo tirare troppo la corda, a lui piace restare sul suo terreno.
“Per legarmi, magari?”
“Anche”, rispondo in tono molto più leggero. “Hai visto anche tu che una brava padrona ti può legare con qualsiasi cosa abbia a portata di mano; però conosco questo posto dove ci sono manette, collari, guinzagli, catene, e poi palette per sculacciare, flagellatori, frustini, pinzette per i capezzoli e anche un bel cazzo di gomma da farti sentire nel culo”.
Immediatamente mi pento di quello che ho detto, potrebbe bastare per rompere l’incantesimo.

 


“Fa male”, dice molto seriamente, “come fate voi donne a sopportarlo?”
“Non sempre è un atto di violenza, può essere un gesto d’amore”, provo a rispondere.
“E come quando lo fai a me”, interviene in mio aiuto Milena, “mi piace tantissimo che non mi accorgo se fa un po’ male all’inizio”.
“Amore, che parolona”, e sorride di nuovo. “Comunque non mi va di andare troppo in giro, magari potresti portare qualcuno di questi giocattoli qui, la prossima volta, se vogliamo giocare”.
“Se li porto qui potremmo anche usarli sul lavoro, che ne dici? Magari a qualcuno dei tuoi clienti potrebbero piacere questi giochetti”.
Ci pensa un po’ su prima di rispondere.
“Me ne viene in mente qualcuno, sì. Ma sareste disposte a metterli voi, i collari e le manette? Sicuramente al dottore piacerebbe”.
Ecco, ci siamo arrivati, e no, per il dottore non li metterei volentieri, e neanche Milena, ma devo continuare lungo la mia strada.
“Se è lavoro, si può fare, e mi sembra proprio il tipo cui piace la donna in catene. Ma questo dottore, perché è così importante per te?”
“Senza il dottore questo posto non potrebbe esistere”.
E una volta cominciato non finisce più, sempre con la fica di Milena tra le dita, a godersi qualche carezza che gli faccio quando sembra volersi fermare, si vende il dottore in cambio, alla fine, di un pompino che lo fa venire urlando “puttana!”, e non era un insulto.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: