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6 Set

tumblr_lofxjkP2vA1qao4gno1_500Paola mi ha morso le spalle e graffiato la schiena mentre le stavo sopra, sul tappeto del salotto, e le infilavo una mano dentro, fino al polso. Io non ho sentito dolore e neanche provato piacere: stavo facendo a Cristina un torto che non si meritava, anche se per una buona causa. No, a Cristina non lo racconterò.
Deve essersene accorta, anche perché non me la sono sentita di fingere un orgasmo, mi ha chiesto scusa ripetutamente e prima di lasciarmi sulla porta dello studio delle ragazze mi ha baciata, di nuovo come una sorella, con gli occhi che dicevano “ti sono debitrice”. Mi ha detto, invece, che conosce qualcuno al BKA, che ho scoperto dopo essere una specie di FBI tedesco, e che farà un paio di telefonate.
“Vuoi ancora sapere di lei, e lo capisco: ci penso io”.
Barcollando un po’, per una volta arrivo quasi in ritardo, Milena è già pronta in uniforme da baby prostituta, Ilary si sta cambiando e Cristian mi ha aperto la porta mostrando tutta la sua impazienza e devo tranquillizzarlo spiegandogli che ho perso tempo per accordarmi con Padrona Paola.

 


“Quanto vuole?”, mi chiede un po’ bruscamente tenendomi ancora sulla porta.
“E’ in debito con me, lo farà gratis, ma lei di solito prende almeno mille euro l’ora”, rispondo sullo stesso tono.
Basta per smontarlo, mi consegna la lista degli appuntamenti e scappa via.
Mi ritrovo, per la prima volta da quella notte dai ricconi, sola con Milena e Ilary. Mi devo fidare? Non ne sono sicurissima, ma qualcosa devo dirgli.
Abbiamo cinque minuti prima dell’arrivo del primo cliente, che vorrà Milena e, ormai lo so, le farà mettere il cazzo di gomma tra le gambe e la sodomizzerà chiamandolo Mario: lei non è contenta e si vede. Neanche Ilary è contenta, ha ancora bisogno di soldi e se domani si chiude bottega non le resterebbe che il marchettaggio volante nei locali notturni, trucco pesante per sembrare più adulta, concorrenza spietata e stecca al buttafuori.
Insomma, la domanda è: se la sentono di lavorare da sole, saltando la mediazione di Cristian e del dottore, ma loro del secondo non sanno niente, o al massimo lo sospettano senza esserne certe?
“Abbiamo bisogno di te”, risponde secca Milena.
Me lo aspettavo, anzi lo temevo.
“Rischio di finire in galera come lui”, rispondo anche se so già che dirò di sì, “e comunque non voglio soldi da voi”.
“Come facciamo?”, chiede pragmatica Ilary.
Molto banalmente, devono agganciare i clienti, a cominciare da quelli di oggi.
“Scambiatevi i numeri di telefono, dite che per un po’ non potrete lavorare ma che magari se vi chiamano tra una settimana ci sarete di nuovo, a condizioni anche migliori di quelle di adesso”.
E’ un rischio: può essere che uno di questi sporcaccioni appena esce di qui chiama il dottore e manda tutto a monte, ma può essere anche di no: tanto vale provarci, domani Cristian va in galera, cosa possono perdere queste ragazze che non abbiano già perso da un bel po’ di tempo?
Poi, penso, posso provare a stringere un accordo con Catia e le sue socie, che hanno un bel debito di riconoscenza nei miei confronti, e magari fare due chiacchiere con Simonetta, offrirle una buona percentuale e vedere se si muove qualcosa.
Perché saranno pure minorenni, ma queste due sanno bene cosa vogliono ed hanno visto ed imparato abbastanza da essere considerate maggiorenni ad honorem.

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