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8 Set

imagesfemdomvintagePaola, anzi Padrona Paola, ci aspetta ieratica nella vestaglia di Tiziana, che si gonfia sul seno e lascia intravedere le cosce nude fin quasi all’inguine. Ha già indossato la guepiere e le scarpe e legato i capelli in una compatta coda di cavallo; si è anche truccata molto drammaticamente, le labbra e gli occhi in nero, per il resto un bianco che la fa sembrare la Signora della morte.
Cristian ne è impressionato ma probabilmente non ha fantasia a sufficienza per spaventarsi; si comporta con adeguata deferenza e ne ascolta in silenzio il discorsetto di prammatica che ho fatto imparare praticamente a memoria a questa improvvisata padrona.
Visto che è la prima volta, dice in sostanza Paola, a voce bassa e simulando un improbabile accento francese, non faremo nulla che comprenda sangue, piscio e merda, ed useremo il frustino più leggero a disposizione; per il resto, le regole sono le solite, lei comanda, lui obbedisce.
“La mia assistente ti infliggerà materialmente i tormenti, seguendo i miei ordini. Prima di cominciare vieni a vedere gli strumenti ed ammira il mio donjon“.
Ormai soggiogato Cristian la segue oltre la soglia: io sono alle sue spalle e mi perdo l’espressione dei suoi lineamenti quando vede tutto l’armamentario che risalta nella penombra, illuminato dai faretti strategicamente disposti. Paola invece lo sta osservando e si arrischia a indirizzarmi una rapidissima occhiata: vuol dirmi che Cristian è nostro, si lascerà fare di tutto e se pure non scopriremo niente di utile alle indagini quello che gli faremo provare sarà una punizione sufficiente per le sue colpe.

 


“Andate a prepararvi, adesso”, è il primo ordine di Padrona Paola, e noi usciamo disciplinatamente dalla camera da letto chiudendoci la porta alle spalle. Nel salotto Cristian quasi si strappa gli abiti di dosso e rimane nudo in un battibaleno: ha già una mezza erezione, anzi più di mezza, e devo trattenerlo per un braccio impedendogli di precipitarsi in camera da letto.
“Devi aspettarmi, dobbiamo entrare assieme, intanto metti a posto i tuoi vestiti, Padrona Paola detesta il disordine e la sciatteria”.
Mi spoglio anche io, mi guarda ma è come se fossi trasparente: tiene gli occhi puntati sulla porta che ci separa da Paola come se avesse davanti i cancelli del Paradiso.
Gli ricordo che deve tenere la bocca chiusa e lo fermo quando si avvia.
“A quattro zampe, da bravo sottomesso, vediamo cosa sai fare”.
Non ha il coraggio di protestare, si butta per terra e ci prova, davvero, ma non è un bello spettacolo, si vede che non lo ha mai fatto: non è assolutamente in grado di tenere le gambe correttamente piegate per usare mani e piedi e riesce solo a trascinarsi pesantemente sulle ginocchia.
“Padrona Paola non sarà contenta, prova di nuovo”, gli intimo, e provo a fargli fare un altro giro del salotto; non migliora, ma almeno l’erezione sparisce ed era questo il mio scopo.
Busso alla porta e la nuova voce da padrona di Paola ci autorizza ad entrare.

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