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13 Set

Vintage FemdomDa quel momento diventai cera tra le sue mani: mi rendevo perfettamente conto di quello che faceva e mi faceva, ma non avevo nessun modo di oppormi; e no, non credo mi avesse dato una rape drug, non ne avrebbe certamente avuto bisogno, era solo una particolare forma di sbronza.
Insomma, mi fece scendere le scale, mi portò in palestra, mi fece spogliare e salire sul tappeto; ci salì sopra anche lei, lo avviò e cominciò a camminare dietro di me, continuando a parlare a bassa voce.
“Lo spettacolo di Tiziana ha sempre un grande successo. Il mio amico ha mandato un suo collaboratore a vederlo: ti ho detto che lui è gay, per questo abbiamo fatto amicizia, ed anche perché tra tutti gli italiani che sono andati in Germania per gli scambi tra forze dell’ordine ero l’unica che parlava tedesco, figuriamoci. Attenta a dove metti i piedi, adesso acceleriamo un po’. Questo tizio invece è etero, è andato al bordello, ha visto lo spettacolo e con cinquecento euro dai fondi riservati le ha avute tutte e due assieme e si è divertito tantissimo”.
Non capivo perché mi diceva queste cose: Tiziana faceva la puttana, esattamente come me, lo sapeva lei, lo sapevo io, e le puttane fanno proprio questo, sesso per soldi, anche lei mi aveva pagata, la prima volta, e forse troppo poco.
“Prova a correre per qualche minuto, adesso, dobbiamo sudare un po’ e poi possiamo ricominciare a bere”.

 


Obbedii, riuscii a correre, con un passo addirittura più elastico del mio solito, poi rallentammo gradatamente fino a fermarci. Da qualche parte ricomparvero bottiglia e bicchieri, docilmente portai il mio alle labbra.
“Ti ricordi? Venimmo anche qui la volta che ci conoscemmo, ti ficcai due dita nel culo e tu mi desti una lezione, ed io stavo a sentire e mi dicevo accidenti alla mia maledetta fretta, a questa ragazza non avrei dovuto offrire soldi ma fare la corte, ha il temperamento adatto per stare con me. Bevi, che ho altre cose da dirti e neanche queste ti piaceranno, non sono piaciute neanche a me, quando le ho sapute”.
Svuotammo la seconda bottiglia e mi fece risalire sul tappeto.
“Adesso corri da sola, e intanto ascoltami bene, non avresti mai dovuto chiedere a un poliziotto di cercare informazioni, finisce che ne trova sempre troppe. Più in fretta, vedo che ce la fai. Questa Tiziana ha una figlia, vero? Ancora più veloce, ma solo per un minuto, poi ritorni al passo e respiri profondo”.
Volevo dire che Giorgia era soltanto una ragazzina che andava ancora a scuola, ma non era questa la domanda, e poi non era neanche una domanda.
“Insomma, la abbiamo trovata in uno scannatoio in centro, con un’altra ragazza, che davano spettacolo e non solo per una selezionata clientela”.
Gianna, si chiama Gianna l’altra, non è vero? E’ la fidanzata. Avrei voluto dirlo, ho anche mosso le labbra ma le parole non sono uscite. Due ragazzine, ma cosa accidenti era capitato? Non avevano detto che avrebbero aspettato di diventare maggiorenni?
“Stiamo cercando la nonna, che è sparita, e abbiamo arrestato il suo fidanzato, loro sono in comunità, adesso, e non chiedermi perché non hanno usato il vecchio studio della tua ragazza, non lo ho ancora capito, e neanche quelli che hanno fatto l’indagine. Indagine, poi: una mezza schifezza, è stata, almeno all’inizio, poi è migliorata. Scendi, dobbiamo bere, e poi lì sopra ci devo salire io, e questo bicchiere va svuotato in due sorsi, non di più”.

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