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14 Set

Van Rysselberghe Théo (1862-1926,femme nue couchée 1913,OrsayInsomma, Sara e Cristina ci trovarono che ancora bevevamo e barcollavamo sul tappeto, circondate da bottiglie vuote: se non avevamo raggiunto l’obiettivo ci eravamo andate molto vicino. Anche Paola si era spogliata, ed eravamo spaventosamente sudate e completamente ubriache.
Devo immaginare che Sara fosse stata avvertita proprio di tutto, visto che non fece una piega, e con l’aiuto di Cristina ci fece lavare in qualche modo e poi ci portò a letto. Ovviamente lì, nella stanza degli ospiti, dove sopportai il doposbronza peggiore della mia vita e che durò almeno due giorni, nel corso dei quali Cristina si prese cura di me dandomi da bere tantissima acqua e facendomi masticare come caramelle pastiglie di paracetamolo.
Il fegato aveva più o meno ricominciato a funzionare ed il mal di testa si era annidato appena dietro gli occhi quando finalmente Paola venne a vedere come stavo; o forse sono ingiusta, lei aveva bevuto quanto e più di me, probabilmente aveva dovuto attraversare lo stesso inferno in cui io mi trovavo ancora, e per ricacciarmi in un altro inferno ancora peggiore.
Sì, perché era venuta a raccontare cosa era capitato alla famiglia di Tiziana, e non era niente di bello.

 


Dunque, c’era questo fidanzato di Lia, che era un fidanzato nuovo, e mi ricordai che mi aveva detto che del suo quasi fidanzato, come lo chiamava, si era stancata e che stava pensando di sostituirlo con un tipo appena conosciuto e che le sembrava interessante. Il quale pare che la prima cosa che aveva fatto dopo aver conquistato il cuore della madre era stato scoparsi la figlia e la sua fidanzata per poi metterle in vendita, una cosa artigianale, senza amicizie a proteggerlo, e che proprio per questo sarebbe durata neanche un mese, nel corso del quale però le ragazze avevano lavorato duramente e gli avevano permesso di accumulare un discreto gruzzoletto.
“La cosa che ha sorpreso i colleghi è che la nonna è letteralmente scomparsa, la casa è sprangata ed i vicini giurano che non ci mette piede nessuno da un po’, circa un mese, guarda combinazione”.
Certo, hanno ottenuto il permesso del giudice, hanno sfondato la porta e l’hanno messa sottosopra: nessuna traccia di Lia, nessun segno di violenza niente di niente.
Nonostante il mal di testa che cominciava a farsi più forte e feroce cercai di ragionare e le chiesi se avevano controllato anche il piccolo giardino sul retro. Paola mi guardò e sì, capii che aveva fatto il mio stesso ragionamento.
“Ovviamente sì, però non avevano i cani, credo che ci dovranno tornare tra qualche giorno”, mi rispose, ed io le dissi che avrei incontrato volentieri le ragazze, non credeva fosse possibile?
“Meglio di no. Ecco, loro dicono che l’uomo non c’entra niente, che facevano tutto da sole e che non gli davano che i soldi dell’affitto: è sempre reato, ma ovviamente meno grave, e ci chiediamo per quale ragione”.
Non ero abbastanza in forma per evitare di fare domande ovvie e le chiesi se a Giorgia e Gianna era stato parlato di Lia, che da come la conoscevo non mi sembrava il tipo da stare a guardare mentre la nipotina minorenne finiva a battere.
“Argomento poco convincente, visto il resto della famiglia; sai, Tiziana ha un alibi di ferro dal momento che è a Berlino, altrimenti avremmo pensato anche a lei come ispiratrice della cosa. Comunque hanno detto che non ne sanno niente, che mancano da casa da un pezzo e che alla nonna avevano detto che si trasferivano dalla famiglia della fidanzata”.

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