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21 Set

Renato_Guttuso_-_Nudo_sdraiato_con_calze_nere_1980Staccai Paola dalla croce con molta cautela: ormai non era più un problema macchiarmi il vestito di sangue.
Il problema era tenerla in piedi: barcollava e si appoggiava a me, e per un istante ebbi paura di non riuscire a sorreggerla ed accompagnarla in bagno.

 


Feci ricorso a tutte le mie riserve di energia e strinsi i denti; il salotto di Tiziana mi sembrò enorme ed ogni passo mi costò una enorme fatica, Paola mi pesava addosso e mi dava l’impressione di muoversi soltanto sui nervi, quasi priva di coscienza.
Ci riuscii, a raggiungere il bagno, a farla accomodare nella vasca, a far scorrere l’acqua tiepida per pulirle le ferite.
All’inizio sobbalzò, mostrando di sentire dolore, poi si abbandonò, nell’acqua che diventava appena rosa ed io le tamponavo gli squarci nella pelle con un asciugamano che diventava rosso.
“Grazie”, mi disse ad un certo punto, “hai le mani delicate, non mi fai male”.
Dopo quello che le avevo fatto mi sembrò assurdo; anche perché era venuto il momento di disinfettarla, e non trovai altro che dell’alcol: sulla carne viva sarebbe stata un’altra forma di tortura.
Strinsi i denti come e più di lei, che si lasciò scappare un piccolo gemito e niente di più.
Tiziana era stata una allieva previdente ed una mistress attenta ai particolari; trovai bende, garza e cerotti in abbondanza e Paola si era ripresa a sufficienza per essermi di aiuto anziché d’impaccio, e in pochi minuti le ferite furono fasciate.
“Non so se va bene così”, dissi alla fine, “forse hai bisogno di cerotti a farfalla o addirittura di qualche punto”.
Lei fece segno di no.
“Sono a posto, stasera con Sara rifaremo le fasciature, adesso ho bisogno soltanto di quella seconda bottiglia, e anche tu”.
Incredibilmente la Peroni gelata sembrava più che adatta perfetta per l’occasione: Paola beveva e riprendeva colore, il suo grande corpo riacquistava tonicità, i suoi occhi brillavano di entusiasmo.
“Sei mai stata frustata così? No, si vede che non hai cicatrici. So di Master Schmerz ma questa è un’altra cosa. Niente di sessuale, solo abbandono e sofferenza, ed è stato bellissimo. Non preoccuparti, non ho intenzione di rifarlo, so già che ritrovare le stesse sensazioni sarà impossibile, ma è una cosa da provare una volta nella vita”.
Non ero d’accordo, avevo visto e vissuto abbastanza sofferenza per cercarne altra, e invece di rispondere bevvi una sorsata di birra.
“Adesso abbiamo un legame molto forte noi due”, riprese Paola dopo aver bevuto a sua volta, “ogni volta che mi troverò nuda penserò a te e ricorderò questo pomeriggio. Sara non può capire questa cosa ma ci vogliamo bene e se ne farà una ragione, cercherò anche io di togliermi dalla testa quel maledetto pensiero”.
Sapevo quale era e non mi piaceva che lo avesse: io non avevo nessuna voglia di diventare l’ombra in grado di distruggere una relazione, e per evitarlo c’era una sola cosa da fare, che mi piacesse o no.
“Sara approverà questa cosa”, dissi, “ma deve condividerla e capirla, e lo faremo subito”.
Paola ci pensò su per un istante prima di annuire e rispondermi: “Mi metto di nuovo nelle tue mani, pensaci tu”.

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