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29 Set

$(KGrHqNHJCUE7zPq)sl-BPGSou5imQ~~60_35Mi aspettavo una telefonata da Fabrizia o da Simonetta, che avrebbe avuto il diritto di chiedermi la sua parte della marchetta raddoppiata, o richieste di aiuto delle ragazze, o anche qualche chiamata dagli ex clienti di Tiziana. Invece niente, ho perso solo telefonate di Elena, Paola e Maria Carla, più qualcuna del fratellone che finalmente richiamo per tranquillizzarlo.

 


La mia vita sociale si sta riducendo decisamente a zero, ho pensato, ed anche quella professionale non sembrava andare tanto bene.
D’istinto, ho richiamato dalla memoria del telefonino i vecchi messaggi inviati su ordine di Tiziana , ne ho modificato un po’ il testo e li ho rimandati di nuovo, poi ho studiato a lungo la rubrica per scegliere un altro segmento di clientela cui dedicare una campagna di marketing.
Alla fine ho scritto a tutti i contatti, annunciando una specie di offerta speciale, tipo porta un amico, o un’amica, e scopi gratis.
Quando il telefonino ha squillato, convinta che non possono essere già i clienti che ho contattato, ho guardato il numero e mi è venuto il cuore in gola: era quello dei ricconi, ed infatti ho sentito la voce educata di Pierluigi che mi augurava il buongiorno e mi chiedeva se ero disponibile per una serata di lavoro un po’ particolare.
Ho contato fino a cinque prima di rispondere nello stesso tono: “Dopo quello che ho passato l’ultima volta dovrà darmi una buona ragione per accettare”.
“Perché è stata pagata, e come lei le signorine che la hanno accompagnata”.
Niente da eccepire. Ma siccome ogni volta che ho lavorato per i ricconi ho avuto fin troppe sorprese questa volta si sarebbe dovuto fare a modo mio, quindi mi sono rifiutata di trattare per telefono ed ho invitato Pierluigi nello studio delle ragazzine, vuoto al mattino, per una chiacchierata più distesa; a proposito di questo studio, ormai con solo due ragazze al lavoro è diventato troppo grande e troppo costoso, ed in qualche modo aumenta i miei rischi.
Voglio dire, Ilary e Milena sono in grado di amministrarsi benissimo da sole, ma per affitto, elettricità e riscaldamento hanno bisogno di un maggiorenne che firmi i contratti e possa servirsi di un conto in banca; con l’aiuto del commercialista del fratellone, che fortunatamente non ha fatto domande, sono diventata rappresentante per l’Italia di una società austriaca che ha rilevato il contratto di affitto e paga le spese, e la cosa non mi piace: questa cosa lascia troppe tracce e mi espone, nonostante la discreta protezione di Paola, ad una bella accusa di sfruttamento della prostituzione minorile, anche se da questo lavoro non mi ritaglio neanche un centesimo. Ci ho pensato su parecchio, e l’unica soluzione che mi è venuta in mente è stata quella di far passare le ragazze al “solo altrui”: chiudiamo tutto, loro prendono un tassì e si presentano all’appuntamento.
Il problema è sempre lo stesso: per la maggior parte i clienti sono mariti e padri esemplari, e sarebbe difficile per loro portarsi a casa una ragazzina e scoparsela tra le mura domestiche senza dover dare qualche spiegazione; per la stessa ragione, anche l’albergo è da escludere, e insomma una soluzione migliore ancora non mi è venuta in mente.

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