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30 Set

4755815196_9300af1dc9_bPierluigi è arrivato puntualissimo, mi ha quasi baciato la mano per salutarmi, e si è seduto sull’orlo del divano dopo avermi chiesto il permesso; se è incuriosito dall’ambiente non lo ha dato a vedere e nel complesso mi è sembrato perfettamente a suo agio.
Io ho voluto soddisfare una curiosità strettamente personale, prima di cominciare a parlare di lavoro, e gli ho chiesto come mai si è trovato con gli schiavi sessuali invece che con il servizio d’ordine.

 


“Vede, signorina, l’ho fatto per scommessa: i signori dicevano che non avrei combinato niente, nessuno mi avrebbe voluto, con tutta quella carne fresca, e invece un ospite è venuto da me e ci è stato per tutta la notte, non lo conoscevo ma mi ha detto che era innamorato di me da tantissimo tempo, è stato molto bello e adesso ci frequentiamo, mi ha chiesto di trasferirmi da lui ma io non posso perdere il mio lavoro. Certo, alla fine è stato faticoso, il servizio d’ordine non mi conosceva e mi ha trattato come tutti gli altri, e mi ha convinto a fare un po’ di esercizio in palestra”.
Molto bene, sono riuscita a digerire anche la storia d’amore del mastro di casa e siamo finalmente passati ad occuparci di affari.
Insomma, quella festa a tema sulla presa di Troia i ricconi sembra proprio che abbiano deciso di farla, e quindi hanno bisogno di una decina di ragazze.
“Non mi fraintenda, signorina, non vogliamo rifare un kolossal hollywoodiano, ma ci servono anche per intrattenere gli ospiti”.
Ho cercato di pensare in fretta: Chicca, Andrea e Catia, Milena e Ilary, ovviamente io, e siamo a sei, Michelle non vuole lavorare con me ma potrei telefonare a Fabrizia e magari, se i clienti sono interessati, ci sarebbe anche Manuela da tirare in ballo.
L’ho spiegato e Pierluigi è sembrato soddisfatto.
“Mi sarei permesso di suggerirglielo io, ci sono alcuni ospiti che non sono per niente interessati alle donne”, ha risposto.
Poi ha continuato: “Per questo progetto, signorina, lei avrà un budget complessivo per il personale, che ritengo troverà molto soddisfacente”.
“Un momento, non ho ancora accettato. Stavolta non voglio sorprese, dobbiamo metterci d’accordo su come si svolgerà la festa e su cosa dovremo fare”.
Pierluigi mi ha chiesto permesso ed ha tirato fuori dalla giacca un tablet e lo ha consultato rapidamente.
“Mi sono permesso di documentarmi; i signori hanno deciso di organizzare la serata come un convivio ad Atene, allietato da un poeta che racconterà la caduta di Ilio. Nel salone delle feste ci saranno i triclini ed un piccolo palcoscenico. Lì verranno messi in scena lo stupro di Cassandra da parte di Aiace Oileo e l’accoppiamento di Menelao con Elena dopo l’omicidio di Deifobo. Per la parte di Cassandra, ovviamente, i signori avevano pensato a lei”.
Figuriamoci se non avrei dovuto essere violentata, sia pure per finta.
Ho cercato di nuovo di inquadrare la situazione: ci avrebbe fatto comodo una bionda, per il ruolo di Elena, ma non ne abbiamo a disposizione. E se avessi proposto la parte a Fabrizia?
“Aiace e Menelao saranno ovviamente impersonati dai signori”, ha aggiunto Pierluigi, “le altre signorine dovranno occuparsi degli ospiti, e per prima cosa serviranno i rinfreschi. Ovviamente, dopo le scene, magari un po’ di riposo e poi anche Elena e Cassandra dovranno mettersi a disposizione degli ospiti”.
Un momento, quali ospiti?
“Ne conosco qualcuno?”, ho chiesto.
“No signorina, non ci sarà nessuno che è stato da noi l’ultima volta. In tutto venticinque persone”.
Meno male. A queste condizioni la cosa mi è sembrata in linea di massima fattibile, e la discussione con Pierluigi è filata abbastanza liscia.
Sempre con la riserva di confermare la presenza di tutte le ragazze, ho avuto le assicurazioni che più mi stavano a cuore: nei confronti delle ancelle, come abbiamo deciso di chiamarle, nessuna violenza neanche simulata, “Elena” sarebbe stata doverosamente sottomessa per ammansire il marito e si sarebbe comportata da perfetta mogliettina, e qui ci è scappata una bella risata che ha infranto l’autocontrollo di Pierluigi, per me solo due schiaffi e nessun uso di mezzi di contenzione, per tutti obbligatorio il preservativo.
A quel punto Pierluigi ha avuto il buon gusto di arrossire e di scusarsi, dichiarando che non aveva pensato di ricordare ai signori, quando avevano organizzato la precedente festa, la necessità del sesso sicuro.
Prima di parlare di soldi ho fatto anche un rapido giro di telefonate, con Pierluigi che faceva finta di non ascoltare, raccogliendo tutte le adesioni. Anzi, Fabrizia mi ha addirittura proposto una amica che aveva bisogno di lavorare, garantendo per lei.
“Mi fido di te”, le ho detto, “e comunque dovremo vederci prima, tutte assieme, per spiegarvi bene di cosa si tratta”.
Alla fine si è parlato di soldi: il budget per il personale, ha detto Pierluigi un po’ incerto, è di centomila euro, e considerato tutto non mi è sembra una somma enorme, da dividere per nove: forse Pierluigi ha pensato che io mi sarei ritagliata la fetta più grossa, magari graduando i compensi fra le ragazze come faceva Simonetta, ma ha avuto il buon gusto di tacere.
Finalmente rilassata, ho deciso di lasciarmi un po’ andare: Pierluigi si meritava qualche attenzione, e così gli ho chiesto se avrebbe partecipato anche lui alla serata, ed in quale veste.
“No, signorina, ci sarà bisogno di me dietro le quinte: la cena sarà di catering, e quindi sarò solo”.
“Non si preoccupi: alla fine penserò io a lei”, ho risposto senza pensarci troppo; e ho fatto male.
Sì, perché Pierluigi si è schiarito la gola e mi ha chiesto fondamentalmente un acconto, lì e subito, su quello che gli avevo appena promesso; mi sono sentita stupidamente lusingata e mi sono detta accidenti, perché no, in fondo siamo nel posto giusto, mi sono alzata e gli ho risposto d’accordo, andiamo di là.

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