910

3 Ott

tumblr_mo6xq4k8yb1qzt6cxo1_1280Mai visto così affollato lo studio di Tiziana.
Le ragazze sono arrivate più o meno puntuali, e tranne Manuela che già era stata qui hanno voluto fare un giro turistico nella stanza da letto; sono professioniste, nessun commento.
Anche l’amica di Fabrizia, per quanto inquietante, mi sembra un tipo in gamba: pelle cerea, occhi azzurri e caschetto di capelli neri come la notte; parla poco, con un forte accento che non sono riuscita ad identificare, ma è quella che mi è parsa più attenta mentre spiegavo, lentamente e chiaramente, cosa ci si attendeva da noi per questa notte.

 


Tra tutte, Catia è la più preoccupata: la capisco, ha rinunciato alla comoda routine dello studio e adesso si trova in imbarazzo, dal momento che è la più anziana e si mette per di più a confronto con due ragazze che potrebbero essere sue figlie. Immagino che abbia anche pessimi ricordi di Fabrizia, con la quale si è trovata gomito a gomito, ma su questo può stare tranquilla: lei non ha occhi che per Arja, come si è presentata la sua amica, e se pensate che sia un nome strano sono d’accordo con voi, ha detto di essere finlandese, figuriamoci.
Ed è proprio Arja, alla fine, a sintetizzare al meglio la situazione, quando dice che dobbiamo comunque fidarci e che se Stella è stata tre volte da questi signori ed è in grado di raccontarlo la serata non può essere così pericolosa come ci può sembrare adesso. In fondo, aggiunge, sappiamo come fare contenti gli uomini, non è vero?
Risata liberatoria, la tensione un po’ si stempera, poi Milena fruga nella borsetta, tira fuori una scatolina d’argento e ci chiede se vogliamo fare un tiro, giusto per essere belle pimpanti sul lavoro.
Tutte rifiutano, e meno male. Vorrei chiederle se anche quando lavorava per Cristian si faceva di cocaina e come ha fatto a nascondermelo, mi limito a suggerirle che non è una buona idea, bisogna essere lucide e fredde in mezzo a tanti uomini arrapati, al massimo adesso faccio il caffè per tutte, e lei mi risponde che se non fa un tiro non riesce a lavorare, in genere lo fa prima di uscire di casa ma stasera aveva paura che l’effetto finisse troppo presto.
“Lo sai come mi trattano gli uomini, per favore lasciami fare una striscia”, conclude.
Ecco il peso del comando: mi trovo gli occhi di tutte puntati addosso, e non ho la minima idea di come comportarmi.
“Va bene, facciamo così”, dico dopo un attimo, “una striscia molto corta e tu, Catia, hai un incarico di fiducia, stalle sempre accanto, vediamo se possiamo fare il gioco madre e figlia”.
Catia inghiotte a vuoto, ha certamente paura che qualcuno che le chieda di far vedere una scopata incestuosa, ma questo me lo deve e risponde che va bene; Chicca porta il suo granello di sale fermando la mano di Milena e dicendo che può bastare così, non deve metterne di più, e poi si impossessa della scatolina e la fa in qualche modo sparire.
Fabrizia taglia corto, mi ricorda che ho appena promesso caffè per tutte, e poi sarà il momento di muoversi, e dobbiamo anche passare in bagno, si augura che ci sia abbastanza acqua calda.
Avevo trattenuto il respiro senza accorgermene, non posso che augurarmi che tutto fili liscio, anche se i presupposti non sono dei migliori.

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