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8 Ott

4H06577_fullOvviamente Fabrizia ed io non passammo il resto della notte in panciolle: e prima di dar corpo alle fantasie dei ricconi venimmo gettate nella mischia a dar man forte alle ragazze che rischiavano di soccombere sotto gli assalti degli ospiti.
Mi resi conto che i padroni di casa agivano con metodo; ci indicavano uno specifico bersaglio e ci dicevano addirittura cosa fare.

 

Io, per esempio, fui inviata a fare un pompino ad un tipo grande e grosso che se ne stava all’apparenza incurante del caos che lo circondava e centellinava il suo vino con gli occhi socchiusi, e poi ad offrire il culo ad un ospite che sembrava annoiato dalle carezze di Manuela.
Anche con il mio fattivo contributo gli ospiti vennero ridotti nuovamente a più miti consigli e venne il momento di dar corpo alle altre fantasie dei ricconi.
La prima fui io: quasi senza accorgermene mi trovai allacciata ad Andrea, sudata come e più di me, carica di adrenalina ed intenzionata a lasciare un segno sulla serata; mi disse, aiutandomi a sdraiarmi sul pavimento, che aveva voglia di fare sul serio e fece subito seguire alle parole i fatti.
Dopo qualche minuto di trattamento il mio corpo si scollegò dal cervello, innestò il pilota automatico e cominciò a reagire, non solo traendo piacere da quello che combinava la mia partner, ma restituendo bacio con bacio, carezza con carezza. Avevo dimenticato dove mi trovavo e contava solo quel corpo che esploravo con il mio e che ne veniva esplorato e quando Andrea decise che ne aveva avuto abbastanza mi lasciai portare ad uno spettacolare orgasmo per la soddisfazione degli spettatori, che addirittura applaudirono e chiesero anche il bis.
Non lo concedemmo e scendemmo abbracciate dal palcoscenico per lasciare il posto a Manuela e Catia.
Non avevo avuto modo di parlare con lei ed ero preoccupata: come si sarebbe comportata con Manuela che, a parte il cazzo, era così femminile?
Si comportò bene: mentre le ragazze, per l’occasione aiutate anche da Fabrizia, servivano altro vino e sfuggivano con sorrisetti, ammiccamenti e risatine alle grinfie degli ospiti, si offrì alle carezze ed ai baci di Manuela senza traccia alcuna di repulsione o disgusto, ricambiò con un pompino davvero degno di un film porno, e finalmente spalancò le gambe e recitò da grande attrice la scena madre. Manuela entrò dentro di lei e Catia fu davvero l’amante che tutti gli uomini sognano, prima accompagnando le spinte della partner, poi anticipandole, prima emettendo sottili gemiti a sottolineare i colpi più forti, poi lanciando grida in cui si mescolavano piacere e sofferenza. Mi stavo di nuovo eccitando anche io, che ricordavo il piacere datomi da Manuela, e quasi sobbalzai quando prese l’iniziativa, la disarcionò, le montò sopra e si sodomizzò a smorzacandela; in quella posizione Manuela non riuscì a resistere a lungo e venne dando un grido di trionfo molto maschile, cui fece eco il più femminile rantolo di Catia che si abbatté su di lei.
Applausi scroscianti e sorriso soddisfatto dell’occhialuto.

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