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5 Nov

JackVettriano-AfterTheThrillIsGone-detail-NCPierluigi avrebbe voluto accompagnarmi a casa ma io non avevo nessuna intenzione di fargli sapere il mio indirizzo e mi limitai a farmi chiamare un tassì. Così come mi limitai a stringergli la mano sulla porta, che poi era il solito portoncino seminascosto nel vicoletto dal quale ero sempre entrata ed uscita,

 

senza rispondere alla sua muta richiesta non di un bacio ma di sentirmi dire: “Mi richiami, vorrei rivederla”.
No, non volevo rivederlo, almeno non subito. Prima doveva essere chiaro, a Pierluigi come a me stessa, che era stata solo una buona scopata, perché la notte era buia e fredda e avevamo voglia e bisogno di compagnia.
Comunque per una volta non mi sentivo in colpa nei confronti di Cristina; diciamo che era stata una semplice manutenzione del mio corpo, tanto che mi venne una mezza idea: a lei ne avrei parlato, se fosse capitata l’occasione, per suggerirle di fare come me una scopatina etero occasionale.
In realtà l’occasione non capitò, e forse fu meglio così; non ce la vedevo a restare seria mentre qualcuno la scopava dandole del lei, o sentirsi chiamare signorina fino ad un attimo prima di farsi togliere le mutandine: Cristina si ripresentò a casa puntualissima, puntualissima si dedicò al mio benessere chiacchierando volubilmente di un programmatore che la aveva invitata a cena e che doveva essere un bel tipo.
Io ero immersa nella vasca e lei aveva cominciato ad insaponarmi la schiena: per una volta, le avevo chiesto di non spogliarsi completamente e di tenere addosso una vecchia t-shirt bianca.
“Cioè, dopo il bagno caldo un bel massaggio, ti devi essere stancata in questi giorni, hai i muscoli un po’ contratti e si vede, e comunque sei sempre più in forma di me. E’ vero che le cicatrici si vedono meno? No, perché c’è questo che mi ha sistemato il telefonino che non ho capito cosa ha fatto ma adesso vado su internet gratis agganciandomi ai telefonini vicini, dice lui. Cioè, quando gli ho detto grazie, ma capisci, io vivo con qualcuno, ha detto che avrebbe portato un’amica. E quando ho precisato che non era qualcuno ma qualcuna, ha fatto una risata e ha detto che l’amica, a quel punto, va sempre bene, ma se necessario avrebbe portato un amico. Solo che non mi piace tanto, c’ha la pancia, sta sempre con la barba lunga, non una bella barba curata ma come uno che da due o tre giorni non se la fa, e a proposito, poi voglio controllare se la tua passerina è a posto o se devo prendere anche schiuma e lamette.
Cioè, Andrea aveva mille difetti, magari era uno stronzo, ma era sempre inappuntabile, si faceva radere da mamma tutte le mattine, davvero, mamma aveva un rasoio che mi faceva paura, non come quello che usiamo noi ma una specie di coltello con la lama che rientrava nel manico, lui si metteva in poltrona, mamma prendeva una bacinella di acqua calda e si chiudeva con lui in salotto, e poi ho capito che si divertivano, almeno all’inizio, perché quando ha deciso Andrea di farmi entrare ho visto che mamma si metteva nuda e dopo la rasatura gli faceva un pompino, e lui voleva che anch’io imparassi a fargli la barba così ma io avevo troppa paura con quel coso in mano, e lui si incazzò, mi dette due schiaffi e poi decise che mentre mamma mi radeva io gli facevo il pompino e mamma non era contenta perché voleva sempre il cazzo di Andrea, e una volta l’ho sentita dire che aveva cambiato maschio proprio per avere più cazzo e adesso ne aveva sempre di meno.
L’acqua non si è raffreddata? Sai che oggi sei ancora più bella, deve essere che il lavoro è andato bene, mi hai detto che davvero sono stati tanti soldi, e allora mi puoi comprare magari una cosa che ho visto e che vorrei mettere per te, una specie di reggicalze ma più alto, come un busto, che arriva fino a sotto il seno, con le calze con la riga, ma mi sa che costa caro perché l’ho visto nel negozio dove compra la dottoressa che veste sempre firmato. E sai una cosa, non capisco bene, cioè tu non mi vuoi dividere con nessuno e non mi fai lavorare però lavori tu, e magari va bene perché quello che guadagno io è davvero poco, poi penso che quando abbiamo lavorato assieme, ma anche quando ho lavorato con Elena, non è che abbiamo guadagnato tanto, solo c’erano quei clienti particolari che pagavano ma non c’era tanto movimento e allora tanto vale che faccio l’impiegata, sorrido e faccio vedere le tette a quelli che entrano, che almeno non mi mettono le mani addosso, e senti, adesso posso togliere la maglietta che è bagnata e sento freddo? Poi faccio la brava, faccio tutto quello che vuoi tu, ho voglia perché sono due notti che sento Sara e Paola che scopano ed io nemmeno mi sono toccata perché volevo te. Non come quella volta che avevo voglia, Andrea fece di corsa ed io dovetti fare finta, poi andai a letto e venni tre volte da sola, e sentivo Andrea che russava e mamma che piangeva, perché era quando già Andrea non la voleva più e lei mi sa che stava diventando gelosa di me e la cosa di mandarmi sul marciapiede era venuta in mente a lei prima che a Andrea che mi mandava almeno da gente che aveva un appartamento, che poi era brutto lo stesso ma almeno non dovevo stare lì in mezzo alla strada”.

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