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10 Nov

images (5)Insomma, era venuto e lo aveva sentito tanto. Mi districai con una certa fatica da sotto il suo gran corpo ansimante e mi misi quasi a cavalcioni della sua schiena. Gli facevo sentire il mio calore sul culo e lo massaggiavo dalle spalle ai fianchi con i seni, sussurrandogli qualche sciocchezza: doveva riprendere fiato e capire fino in fondo cosa avevamo fatto.
Mi interruppe quando riuscì a respirare normalmente, cercò di girarsi sotto di me e quasi mi fece cadere dal letto. Lo vidi concentratissimo e per un attimo mi preoccupai, ma si trattava soltanto di un segno dello sforzo che stava facendo per mettere assieme una frase.

 

Alla fine non ci riuscì benissimo, ma quello che disse in qualche modo mi commosse: “Non pensavo che dal dolore veniva fuori una cosa così bella”.
Ci agitammo un po’ sul letto, alla fine trovammo il modo di abbracciarci e non stare troppo scomodi, perché Massimo non voleva smettere di guardarmi e di toccarmi: fortunatamente con gentilezza, ed io gli dicevo che la prossima volta che si sarebbe trovato con una ragazza avrebbe dovuto, queste carezze, farle con la massima delicatezza perché una donna dopo è molto sensibile.
“Sì, c’è una ragazza che mi piace ma non ho il coraggio di avvicinarmi, lei ha tanti amici grandi e non mi guarda neanche”.
Ci misi un po’ a capire che per lui grandi significava sani, con il patrimonio genetico a posto. Gli risposi che anche lui era grande e che avrebbe potuto proporsi, perché no?
“Mamma non vuole che io frequento persone così, dice che faccio brutte figure, che non è giusto e che devo stare di più con quelli come me. Solo che le ragazze non mi piacciono, loro mi cercano ed io devo scappare perché non voglio una fidanzata come loro”.
“Bene, mi pare ovvio che una fidanzata debba piacerti”, dissi, “ nessuno può costringerti a fidanzarti con una ragazza che non ti piace, rischi di non divertirti”.
Smise di toccarmi, mi aveva infilato due dita dentro e le ritrasse rapidamente prima di chiedermi in tono molto serio: “Senza una fidanzata quello che abbiamo fatto non posso più rifarlo. E se la mattina sento di nuovo dolore cosa faccio”?
Eravamo tornati su un terreno per me più solido.
“Ti ho promesso di rivelarti un segreto, sei stato bravo, te lo meriti. Sdraiati sulla schiena, mettiti comodo e ti faccio vedere come devi fare quando sei solo”.
Gli presi la mano e lo guidai sull’uccello che aveva già dato qualche nuovo segno di vita.
“Per prima cosa fai così, e pensa magari alla ragazza che ti piace”.
“Posso pensare a quello che abbiamo appena fatto”?
“Ma certo, caro, e continua a massaggiare lì, piano, però”.
“Adesso è come quando hai fatto i preliminari, e non mi fa male. Vedi?”, disse, e tolse la mano per mostrarmi un cazzo fieramente eretto. “Vuoi che di nuovo facciamo l’amore”?
“No grazie. E’ così anche quando ti svegli e ti fa male?”
“Sì, solo che non mi fa male adesso”.
Accidenti, questa era la parte più difficile.
“Diciamo che questa è una cura per quando ti fa male, e anche prevenzione: se non ti trovi la fidanzata, puoi farlo ogni sera prima di dormire e ti assicuro che non ti sveglierai mai bagnato o con il cosetto che ti fa male”.
“Fare cosa”?
“Continuare, fai finta che la tua mano sia la cosina della ragazza seduta su di te”.
“Geniale”. Non ci fu bisogno di dirgli altro e cominciò a muovere la mano con entusiasmo. “Bellissimo”.
“Aspetta”, lo fermai, “ricorda che quando finisci schizzi tutto in giro. Qui puoi anche farlo, poi si lava il lenzuolo, ma a casa magari mamma se ne accorge. Tieni sempre un fazzolettino di carta pronto”.
“Sì, ho capito. E adesso posso ricominciare? Mi piace tanto”.
“Certo amore. Continua, io mi metto qui da una parte. Sai, forse è meglio se chiudi gli occhi”.
“No, sei qui nuda e bella, ti voglio vedere, mi piace di più. Magari quando non ci sei chiudo gli occhi e lo faccio al buio”.
Basta discussioni, Massimo si portò risolutamente alla conclusione e stavolta urlò ancora più forte di prima, e spruzzò come una fontana. Vero, i ragazzi me lo avevano sempre detto che la seconda è ancora più bella della prima, soprattutto a quell’età.

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