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16 Nov

imagesCACERECNUna di quelle giornate fredde e buie in cui non si ha voglia di fare niente, pensai rimettendo la testa sotto il piumone e riempiendomi le narici dei nostri profumi prima di appoggiarmi sul ventre di Cristina e di chiudere gli occhi di nuovo; Cristina si mosse leggermente nel sonno ed aprì le gambe facendomi arrivare una fragrante zaffata del suo piacere e del suo desiderio. Ecco, non era proprio che non avevo voglia di far niente, semplicemente non mi andava di alzarmi, e un po’ di sesso coniugale, al calduccio sotto le coperte, ecco un’attività che ero pronta ad affrontare.
Cristina cominciò presto a gemere e lamentarsi:

 

ormai conoscevo il suo corpo bene quanto il mio, e le mie dita sapevano dove andare per stimolarla e donarle un buon risveglio; poi mi affondò le dita tra i capelli e venne con una specie di sospiro .
Una giornata cominciata sotto simili auspici non poteva essere del tutto da buttare. Già pregustavo una lunga serie di gradevoli momenti, fino al tramonto ed oltre, magari interrotti da uno spuntino e da una buona bottiglia.
Purtroppo le previsioni sono fatte per essere smentite.
Ero ancora acciambellata sotto il piumone, con le dita di Cristina che ancora giocavano con i miei capelli, quando squillò il telefonino. Fu lei a prenderlo ed a porgermelo, per non farmi spostare. E da lì, a contatto con la sua pelle morbida, parlai con Catia, che non sentivo da un po’.
Insomma, Catia mi pregava di sostituirla nel pomeriggio, non aveva voglia di andare a lavorare e non voleva lasciare sola Chicca, e Andrea aveva lavorato tutto ieri: se potevo farle questo favore anche Chicca me ne sarebbe stata grata, la aveva già avvertita.
Bene, un pomeriggio nello studio del Macao non mi avrebbe uccisa, e magari avrei portato un po’ di soldi a casa. Ovviamente non avevo bisogno di fare tre o quattro marchette in più, ma una cosa del genere avrebbe rassicurato anche Cristina; dissi di sì e tagliai corto sui ringraziamenti dell’amica che, lo sospettavo, voleva ritagliarsi un pomeriggio di sesso in santa pace. Per me, programmi in fumo, ma prima di andare al lavoro avevo ancora tutto il tempo del mondo per assaporare il corpo della mia ragazza.
“Hai da lavorare oggi pomeriggio? Che bello, allora io pulisco casa, c’è da spolverare e lavare i pavimenti, e ti preparo la cena, ti faccio una sorpresa, vedrai stasera, ma tu ogni tanto telefonami per favore, lo sai che mi preoccupo se non ti sento. Un po’ più piano, così mi piace ancora di più, e sai che capisco che hai tante donne come clienti, lecchi benissimo, e questo non me lo avevi mai fatto prima, rifallo per favore, mi piace, e ho ancora tanta voglia, mi prometti che domani scopiamo tutto il giorno, e che mi lasci usare il cazzo finto e fare la padrona, e mi dici sì signora? E ti giuro che finché non torni a casa non mi tocco anche se ogni volta che ti penso mi viene voglia, e stasera la padrona la vuoi fare tu però non mi frusti, ma io mi inginocchio e ti lecco le scarpe, lo so che ti piace, e mi metti in bocca il tacco a spillo, ma non nel culo, dopo nel culo mi metti tre dita ed io dico che sei forte, sei grande e sei duro, mi piace se ti tratto come un uomo, e adesso così, continua, penso a quello che faremo e mi piace di più, più in fretta, non fermarti che ci sono, ecco, ecco, ti amo”.

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