962

24 Nov

lerouxpastelHo pianto ininterrottamente per tutto il giorno, mentre tornavo a casa, poi tra le braccia di Cristina che non capiva assolutamente cosa fosse accaduto e cosa dovesse fare per calmarmi; poi, a sera inoltrata, ha fatto la cosa giusta, ha chiamato Maria Carla che si è presentata da me in compagnia di Mirella, mi hanno costretta a bere una tazza di tè in cui avevano sicuramente sciolto qualche pastiglia di non so che cosa e infine fatta accomodare in poltrona avvolta in una coperta, perché oltre a piangere e singhiozzare tremavo come una foglia.
Maria Carla mi è stata accanto in silenzio per un bel po’, poi è arrivata Mirella che aveva certamente letto i documenti consegnatimi da Ivan e fatto qualche domanda a Cristina.

 


Ed è arrivata la spiegazione.
Insomma, Mirella è partita da una realtà inconfutabile: Irina ed Aliena non esistevano, almeno sotto le identità con le quali le conoscevo, quindi non possono essere morte.
Un bel sillogismo, in effetti, ma Mirella, che evidentemente al ministero non si limita a scaldare una poltrona qualsiasi, va oltre e dimostra una certa familiarità con i meccanismi del mondo delle barbe finte.
Fa prima una specie di digressione: i piccoli stati-nazione non possono permettersi i grandi strumenti di spionaggio elettronico e fanno ancora conto sulla cosiddetta humint, il buon vecchio spionaggio fatto dalle persone in carne ed ossa; e adesso che non c’è più, almeno ufficialmente, la guerra fredda, le informazioni più importanti sono quelle economiche.
Aggiungiamo che l’Unione Sovietica vantava un primato indiscusso nell’utilizzo delle honey traps: le trappole al miele altro non sono che le belle donne che prima ti fanno felice e poi ti ascoltano parlare a ruota libera, nei momenti di relax del post coito; niente da dire, Irina e Aliena avevano tutti i numeri per fare bene questo tipo di lavoro.
E questo spiegherebbe anche l’incidente di Irina con l’arabone: il quale si deve essere accorto che la bionda, oltre a negargli il culo, cercava di succhiargli non il cazzo ma informazioni delicate sul petrolio.
“D’altronde questo Ivan ha praticamente confessato di essere il responsabile della rete italiana, presentandosi in uniforme: ti diceva una cosa e cercava di fartene capire un’altra, e deve essere convinto che anche tu sia del mestiere, altrimenti non avrebbe fatto quella sceneggiata”.
In conclusione, Aliena e Irina, adesso, con altri nomi, stanno di sicuro lavorando chissà dove, e la loro uscita di scena è stata effettuata in questo modo probabilmente perché erano troppo compromesse.
Mi hanno riempita di balle, allora?
“Non credo”, conclude seraficamente Mirella, “probabilmente erano davvero innamorate di te, ma Ivan si deve essere fatta l’opinione che tu lavoravi per qualche servizio concorrente, e che eri stata messa alle loro costole per farne saltare la copertura”.
A Irina mi ha presentato mio fratello: corre qualche rischio?
“Assolutamente no: anche se, cosa che non credo, tuo fratello aveva un secondo fine quando vi ha fatte incontrare, non si usa risolvere queste cose con la violenza”.
Belle parole: e lo stupro? Non posso chiederlo a Mirella, non lo ho mai raccontato a nessuno, e rimango gelata da una considerazione che lei lascia cadere quasi pensando ad altro.
“Accanto ai professionisti girano tantissimi avventizi, malavitosi di mezza tacca usati per i lavori sporchi: credo proprio che sulle tracce delle tue amiche ci fosse davvero un servizio concorrente, probabilmente di qualche Paese del Medio Oriente, che ha ancora l’abitudine di usare le maniere forti”.
A questo punto la stanchezza e forse le pillole che avevo preso a mia insaputa mi hanno vinta e mi sono addormentata, e per tutta la notte ho sognato di essere inseguita da strani tizi che correndo incespicavano nelle loro barbe lunghe fino ai piedi. E no, le barbe non erano finte.

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Una Risposta to “962”

  1. meo..... laura novembre 24, 2014 a 6:32 pm #

    mamma mia sempre piu’ stupendo ed intrigante il tuo racconto
    bacione

    marcello

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