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28 Nov

WilliamEtty-FemaleNudeinaLandscapeVeniamo alle dolenti note.
Di Lele non si sa più niente, anche se a volte, nei miei incubi, mi salta addosso all’improvviso nei luoghi più strani. Secondo Mirella, e non chiedetemi come faccia a saperlo, è in Spagna sotto falso nome: considerato che è sparita anche la sua famiglia, quella santa donna della moglie e l’adorato figlio maschio, è più che

 

probabile che non sia più in Italia, ed io spero che si sia dimenticato di me.
Per qualche ragione, ho anche notizie su Tatiana. Come previsto, perso il punto di appoggio e l’organizzazione di Cristian ha provato a fare da sola ed è durata esattamente una settimana. Poi, per sua fortuna, una pattuglia della Polizia la ha trovata in una macchina con in bocca il cazzo di un tizio che poteva essere suo nonno, prima che qualche collega irata o qualche protettore sovreccitato potesse metterle le mani addosso. Il punto è che è venuto fuori che da sola, in realtà non faceva, madre e padre si erano improvvisati PR della figlia e adesso sono in galera, e lei è in una casa-famiglia nella quale non ha nessuna voglia di restare, e insomma questo potrebbe essere un lavoro per me e Maria Carla.
Fabrizia ha litigato con Simonetta, ha provato a mettersi in proprio con Arja offrendo il solito pacchetto black and white e si è accorta che quando i clienti si divertivano a trattarla da schiava negra erano fin troppo gentili. L’hanno trovata una mattina davanti ad un pronto soccorso, con braccia e gambe rotte, e pare che sia stato a causa di un qualche gioco al quale lei si era prestata volontariamente e che implicava uno spazio aperto, due automobili ed un piccolo e selezionatissimo gruppo di persone si godeva lo spettacolo di un finto squartamento prima di scoparsi una puttana negra, ma poi c’è stato qualcosa che non è andato per il suo verso e per un pelo lo squartamento non è stato reale. Alla fine, dopo che si è rimessa in piedi abbiamo trovato a Fabrizia un lavoro in un negozio di abbigliamento, e regalato due canadesi di ottima qualità, dal momento che non potrà mai più camminare senza. Arja è rimasta al suo fianco e, sembra, ha smesso di fare la puttana, anche se mi ha detto che si sente triste perché Fabrizia non riesce più a fare sesso e neanche lei per la paura che qualcuno le faccia male.
Simonetta ha sempre in pugno il suo giro di ragazze, sul quale abbiamo provato a fare una piccola indagine. Abbiamo identificato trenta ragazze, tra le quali, con mia sorpresa, Marica, la piccola moldava che conobbi nello scannatoio di Peppe e che all’epoca marciava a vodka. Per lei è stata certamente una promozione, e mi auguro che abbia trovato il modo di fare le sue brave marchette da sobria. Catia mi aveva parlato di un giro riservato, fatto di insospettabili e di minorenni, ma non ne abbiamo trovato traccia; se veramente esiste, Simonetta non si fida delle sue amicizie più o meno importanti e lo tiene ben nascosto. Abbiamo anche pensato alla solita tecnica di infiltrazione; Paola ha chiamato a rapporto Catia e ha organizzato per Lilli una visita al centro estetico. Purtroppo, Simonetta non si è sbottonata, non ha fatto nessuna offerta, e anzi ha trattato Catia come qualcosa che le si fosse attaccata alla suola delle elegantissime decolté che indossava sotto il tubino di ordinanza, e non ha degnato Lilli neanche di uno sguardo. Paola ha incassato con eleganza, ma non ha smesso di tenerla sotto controllo, spera sempre di riuscire ad incastrarla: credo che come me sia convinta che Fabrizia sia ridotta così anche per colpa sua e non glielo ha perdonato.
E poi c’è Deborah. Ecco, Deborah è più che un enorme problema, è il primo dei miei incubi. Dopo l’irruzione dei Carabinieri al bordello, la notte in caserma ed il foglio di via, è stata discretamente seguita dal Corpo benemerito e quindi sappiamo quasi tutto. Per prima cosa, due settimane in un appartamento dalle parti di piazza Vescovìo, dormiva in una stanza e riceveva nell’altra, e con lei c’era un’altra ragazza italiana, tipo si sorvegliavano a vicenda. Poi, un mese al Macao, ironia della sorte a cento metri, più o meno, dallo studio di Andrea, Catia e Chicca, in un sottoscala frequentato per la maggior parte da extracomunitari, anche lì con una collega, ma questa volta venezuelana. I Caramba hanno appurato che anche lì dormiva e lavorava e quando hanno fatto irruzione e messo inutilmente le mani su un cliente rumeno ed una ragazza brasiliana, tutti e due clandestini, hanno anche appurato che lì i servizi erano particolarmente rudimentali e si sono chiesti come era possibile che due donne ci siano rimaste, senza mai uscire, per tutto quel tempo. Al momento dell’irruzione Deborah si era trasferita, o era stata trasferita, sulla Casilina, in un appartamento un po’ più grande ed in migliori condizioni igieniche. Con lei due ragazze cinesi ed un controllore pure cinese, ma lì ci è rimasta poco, la clientela cinese non voleva scoparsi una occhi tondi. Ultima notizia, aggiornata quasi in tempo reale, adesso è sul marciapiede della Tiburtina ed ogni notte passa un furgoncino e recuperare lei e le sue tre o quattro colleghe ed a portarle in un mezzo rudere dalle parti di Guidonia, dal quale escono soltanto la sera dopo. Maria Carla ha mandato una coppia dei nostri volontari con la macchina dell’associazione ad offrire, in una notte gelida, caffè bollente, preservativi e solidarietà ed a cercare di farla parlare. Lei ha finto di non essere italiana e di non capire cosa le dicevano, ed una ragazza slava dalla faccia dura faceva a sua volta finta di essere l’interprete. Assurdo, Deborah in nessun modo può passare per straniera, con quei lineamenti così mediterranei, ma tutto conferma, come ha commentato Paola, che lei non è lì di sua spontanea volontà. Diciamo meglio, Deborah è ormai convinta che non può essere altro che una puttana, ma è in mano a qualche organizzazione tipo quella di Entel, che controlla le ragazze quasi militarmente, e secondo Paola ogni cambio di appartamento dovrebbe coincidere con il cambio degli sfruttatori.
Anche per lei, se non vuole essere aiutata non possiamo fare niente, tanto che ho a lungo preso in considerazione l’idea di andare a trovarla sul lavoro e cercare di convincerla a rifugiarsi da qualche parte sotto la nostra protezione; Paola, Maria Carla e anche Cristina me lo hanno proibito e per una volta sono stata a sentirle, quando Maria Carla e Cristina mi hanno dato della matta e Paola non ha potuto o voluto garantire la mia incolumità.

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